cambiare commercialista

Cambiare commercialista: è un’operazione tanto semplice quanto delicata.

Ad oggi sono pochi i commercialisti che richiedono la sottoscrizione di un contratto ai loro clienti, quindi nella generalità dei casi non ci sono termini contrattuali da rispettare. E’ sufficiente attenersi alle regole suggerite dal buon senso. Se non c’è un contratto in ogni caso 30 giorni sono un termine adeguato per comunicare la volontà di recedere dal contratto.  Il modo migliore per farlo è quello di comunicarlo prima oralmente e poi successivamente inviare una comunicazione scritta a mezzo e-mail.

Fatto salvo situazioni di estrema urgenza è bene procedere a cambiare commercialista al termine dell’anno di imposta e quindi comunicare di volersi rivolgere a un nuovo professionista verso ottobre-novembre. Il precedente professionista potrà quindi occuparsi di chiudere la contabilità dell’anno e redigere tutte le dichiarazioni fiscali relative all’anno di imposta. Ad esempio: Ad ottobre 2016 comunico la volontà di recedere dal contratto. Il professionista continuerà a seguire la contabilità del 2016 e seguirà anche tutti gli adempimenti con scadenza nel 2017 che si riferiscono al 2016, la più importante delle quali è la dichiarazione dei redditi (intendiamo genericamente il modello unico che potrà comprendere dichiarazione IVA, IRAP, Imposte sui redditi, Studi di settore). Altre dichiarazioni potranno essere: comunicazione dati iva e spesometro ad esempio.

Nel frattempo il nuovo professionista potrà seguire la contabilità 2017 e ottenere per tempo tutta la documentazione utile per prendere in carico il nuovo cliente.

La regola d’oro: Patti chiari: amicizia lunga!

3 consigli utili sia per cambiare commercialista che per gestire il rapporto con il nuovo

1. Stampe ufficiali ogni anno

Richiedere ogni anno le stampe ufficiali relative alla contabilità tenuta dal professionista. Troppo spesso infatti la restituzione della documentazione è oggetto di contenzioso tra ex commercialista e cliente. Alla base spesso ci sono vecchi rancori o insoluti del cliente. E’ bene specificare che la documentazione deve essere restituita al cliente anche qualora quest’ultimo non abbia pagato i compensi al professionista. Questa regole è valida per tutte le professioni intellettuali.

Cosa fare se i documenti non vengono restituiti clicca qui

2. Fatture dettagliate delle prestazioni

Chiarire per bene quali sono le prestazioni effettuate e il relativo compenso. Il rapporto continuativo e negli anni spesso induce a perdere di vista quale sia il costo effettivo delle prestazioni e il significato degli addebiti periodici. E’ bene quindi richiedere periodicamente  un estratto conto per verificare la presenza di eventuali sospesi. Richiedete che la fattura del commercialista contenga il dettaglio delle prestazioni e dell’anno di riferimento.

Ad esempio quindi non accontentatevi di una fattura del tipo “prestazioni professionali continuative anno 2015″. E’ bene che la fattura del professionista contenga indicazioni precise del lavoro svolto. Un esempio è: ” 4 Liquidazioni IVA  anno 2015″ oppure Tenuta contabilità 2015 – Redazione modello Unico 2016 – Anno di imposta 2015 etc. etc.

Meglio sono dettagliate le fatture e più sara facile tenere sotto controllo la situazione debitoria nel corso degli anni.

3. Fatti il cassetto fiscale

Richiedete il cassetto fiscale presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il cassetto fiscale è un servizio offerto dall’Agenzia delle Entrate attraverso il quale il contribuente può verificare quali dichiarazioni vengono presentate per suo conto dal professionista e verificare anche i pagamenti di imposte che egli stesso effettua. E’ un utile strumento quindi per verificare che gli adempimenti vengano svolti per tempo ed evitare brutte sorprese. Un professionista serio è ben contento di illustrare quali sono gli adempimenti dell’anno e le relative scadenze. In questo modo può farti comprendere quanti siano numerosi gli adempimenti e al tempo stesso avrai tutti gli elementi necessari a verificare la correttezza del suo operato.

4. Solo professionisti abilitati dalla legge

Ultimo consiglio, non meno importante è quello di rivolgersi sempre a un professionista iscritto  all’albo, nel caso di Torino e provincia la verifica di iscrizione può essere fatta cliccando sul seguente link Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Il motivo è semplice: uno dei compiti dell’Ordine è di tutelare i cittadini e di sanzionare i professionisti che non rispettano le norme deontologiche. In altre parole rappresenta una tutela in più a garanzia del contribuente.

Una volta a settimana solo informazioni utili

Informati per vincere il fisco

Benvenuto!