“Salve io ho fatto il dipendente per più di 20 anni non ho qualifiche ma assunto come operaio specializzato ora vorrei mettermi per conto mio ma non so la procedura” Da Giuseppe P.

Prendiamo spunto da questo quesito arrivato dalla nostra pagina di contatto per vedere insieme quali sono i passi principali per aprire partita iva. Non ci soffermiamo su una attività specifica quanto vogliamo evidenziare in generale quali sono le domande e le riflessioni che occorre fare per aprire partita iva in maniera semplice e sicura.

Qui non parleremo dei costi di apertura della partita iva e nemmeno dei costi per la tenuta della contabilità. Vogliamo soffermarci su riflessioni che riteniamo più importanti che non sono certamente i costi. Per valutare i costi infatti ci vogliono prima le giuste riflessioni

 

Mettere tutto Nero su Bianco

  • Giuseppe per prima cosa deve mettere nero su bianco quali sono le competenze specifiche di cui dispone. Dovrà chiedersi e verificare in che modo le sue competenze acquisite in 20 anni di lavoro possono essere messe al servizio di più clienti. In altre parole Giuseppe dovrà costruire una immagine chiara di che tipo di servizio o prodotto intende mettere sul mercato, di quali attrezzature eventualmente necessita, di dove potrebbe offrire i suoi servizi (una piattaforma online di operai specializzati? un negozio di quartiere aperto al pubblico? un’attività su quattroruote da svolgere presso i committenti).

Le competenze tecniche non bastano

  • Nel caso specifico del quesito, è bene che Giuseppe abbia ben chiaro in mente cosa significa avere una impresa per proprio conto: dovrà ampliare le sue competenze e conoscenza, perchè le sole competenze tecniche non gli sono sufficienti a gestire con successo un’impresa per quanto piccola. Giuseppe dovrà imparare ad avere a che fare con i propri fornitori e a contrattare con loro, comprendendo bene quali sono le condizioni a cui gli vengono offerti i servizi e le materie prime di cui ha bisogno per il proprio lavoro, dovrà relazionarsi con i clienti facendo preventivi, accogliendoli nel suo negozio e spiegando loro quali sono i servizi e i prodotti che offre loro. In ultimo prima di aprire la sua attività economica dovrà anche comprendere quali sono le imposte che andrà a pagare sui suoi utili. Probabilmente Giuseppe nei vent’anni di lavoro è diventato il numero 1 sotto il profilo tecnico, deve però maturare immediatamente la consapevolezza che per diventare un buon imprenditore ci sono molte altre competenze che dovrà imparare.

Vantaggi e svantaggi: non è tutto oro quello che luccica

  • Lavoro dipendente e lavoro autonomo: un ulteriore passo verso l’ascesa nell’olimpo degli imprenditori Giuseppe lo può fare mettendo giù una tabella di confronto con vantaggi e svantaggi del lavoro dipendente e vantaggi e svantaggi del lavoro autonomo. Questo passo è molto importante perchè consentirà di comprendere e verificare cosa a Giuseppe piace della vita da dipendente e cosa potrebbe piacergli ancor di più della vita da imprenditore. Uno degli errori che spesso si compie è di immaginarsi imprenditori liberi dalla “dittatura” del datore di lavoro, salvo poi scoprire che anche da imprenditore ci saranno situazioni in cui occorre fare “buon viso a cattivo gioco”.

Addio stipendio fisso: la gestione della cassa

  • Ed ecco che arriviamo alle imposte e alla gestione del denaro. Da lavoratore dipendente Giuseppe è abituato a misurare le proprie entrate e uscite sulla base della data mensile di incasso dello stipendio. In caso di investimenti più importanti, come l’acquisto della casa o della macchina, Giuseppe avrà richiesto un finanziamento e avrà fatto le sue valutazioni sulla base della certezza di poter incassare gli stipendi anche nei mesi a venire.  Da lavoratore autonomo e imprenditore di se stesso tutte le volte che Giuseppe incassa del denaro dalla vendita dei suoi prodotti e servizi dovrà considerare che: una parte dell’incasso dovrà essere messa da parte per acquistare materie prime per la rivendita, una parte andrà come stipendio per il suo lavoro, e una parte dovrà essere versata in imposte, tasse e contributi. Da lavoratore autonomo quindi Giuseppe dovrà calcolare bene e con attenzione quali sono i prezzi dei suoi servizi e rapportarli ai prezzi che fanno i suoi concorrenti, quali sono i prezzi a cui acquista le materie prime, che tipo di stile di vita intende mantenere in attesa che la sua azienda cresca e in ultimo Giuseppe dovrà comprendere come tenere a bada il fisco.

Imposte tasse e contributi e tipi di aziende: ditta, società e così via

  • Ecco che per rispondere all’ultimo quesito, non certo meno importante, Giuseppe dovrà individuare un commercialista di fiducia a cui rivolgersi per comprendere a quanto ammontano in percentuale le imposte, tasse e contributi che dovrà versare allo stato ogni anno. A seconda del tipo di attività svolta e anche dell’aiuto che potrebbe ottenere dai familiari dovrà individuare se avviare una ditta individuale, oppure una società di persone ed in ultimo eventualmente una società di capitali. Sulla base del sui progetto se possibile si verifica se l’attività può essere inquadrata come attività artigianale o professionale oppure commerciante.  Potrà se possibile chiedere dei preventivi recandosi presso gli studi di più professionisti e parlando con loro. Dovrebbe Giuseppe fare esattamente il contrario di quello che fanno molti neo-imprenditori ovvero la” corsa al “ribasso” che ti spiego al punto successivo.

Evita la corsa al ribasso: conosci il tuo commercialista

  • Errore molto comune di molti neo-imprenditori è la “corsa al ribasso” e cioè, una volta determinati ad avviare una attività si mettono alla ricerca di un commercialista confrontando i preventivi. Nel fare questa opera di selezione richiedono online quanti più preventivi possibili e a quel punto la scelta è tra i più economici. Confrontare i numeri può portare a una buona scelta senza dubbio. Confrontarsi direttamente con il professionista che dovrà seguirti e indirizzarti nei prossimi anni può essere molto meglio. E’ bene che Giuseppe quindi telefoni a più studi di commercialisti per fissare un colloquio conoscitivo e magari farsi fare anche un preventivo di massima. Solo in questo modo potrai valutare a ragion veduta di chi fidarsi avendogli parlato e avendo compreso che tipo di consulenza può darti, se ha esperienza specifica nel tuo settore e così via. In questo modo potrà avere alcune informazioni di massima molto più chiare e precise che non quelle che si possono ricavare dai motori di ricerca. Scegliere il commercialista in questo modo richiede più tempo ma porterà ad una scelta sicuramente migliore.

Se questo articolo ti è stato utile consiglialo a chi vuole avviare una attività in proprio. Contattaci se vuoi aprire partita iva.