Produzione di un alimentare su commessa

Buonasera,
Io vorrei intraprendere un’attivitá di trasformazione di un alimento. Ho già una partita Iva per un’attività completamente differente. L’idea è di aggiungere un particolare aroma naturale ad uno o più tipi di questo alimento al fine di ottenere un prodotto trasformato o affinato. La soluzione iniziale è di rivolgersi ad un produttore che faccia lavorazione per conto terzi (già individuato) dalla produzione della materia prima, alla trasformazione (con l’aggiunta degli aromi in accordo alle mie specifiche) fino all’inscatolamento ed all’etichettatura.  È necessario che la mia attività sia quella di produttore di alimenti, con tutta la burocrazie che ne consegue? A me sembra di no, poiché Io dovrei ‘solo’ commissionare la produzione e commercializzare il prodotto. Secondo voi, in quale categoria/quale codice dovrei aggiungere ? Quali suggerimenti potete darmi? Ringrazio anticipatamente.

Distribuzione alimenti e creazione e registrazione del marchio

Buongiorno, la semplice apposizione di un marchio su un prodotto alimentare non comporta  la necessità di affrontare la burocrazia necessaria alla produzione del medesimo.

Distribuzione all’ingrosso o rivendita di beni alimentari.

L’attività potrebbe configurarsi come distribuzione all’ingrosso alimentare se intende far rivendere il suo prodotto ad altri commercianti oppure commercio al dettaglio se intende rivendere direttamente il prodotto attraverso un punto vendita.
In tutti e due i casi per la distribuzione dei prodotti o per la vendita diretta è richiesta la presentazione di una pratica presso lo sportello telematico suap del comune per segnalare l’inizio dell’attività.
Nel caso della distribuzione all’ingrosso non sono previsi requisiti tecnici ma solo di onorabilità: ovvero niente corsi specifici, occorre solo non aver avuto problemi con la legge. L’attività prevede peratro che venga indicato l’indirizzo di un deposito per lo stoccaggio dei beni alimentari da distribuire e nel realizzarlo occorrerà seguire la normativa di settore relativa alla conservazione del particolare tipo di alimento che intende distribuire.
Nel caso invece di vendita di alimentari occorrono requisiti tecnici oltre che morali: occorre quindi aver seguito corsi specifici sul trattamento degli alimenti. Anche in questo caso occorrerà verificare il rispetto della normativa sulla conservazione degli alimenti, ma avendo seguito un corso apposito tutto dovrebbe essere molto chiaro.

Nuova attività e attuale partita iva

Riguardo invece i modi in cui questa attività si può affiancare all’attività che attualmente viene svolta non è possibile dare indicazioni specifiche: dipende se adesso ha una partita iva come ditta individuale, come professionista oppure se ha una società. Genericamente lo svolgimento di una delle attività sopra individuate richiede l’apertura di una ditta individuale e dopo le pratiche suap l’iscrizione in camera di commercio.
Se la sua attività è iscritta in camera di commercio occorre aggiungere un nuovo codice attività.
Occorrerà valutare se e come la nuova attività possa integrarsi con la precedente ad esempio: sarebbe strano che il formaggio venisse venduto da una ditta con un nome tipo “la nuova edilizia” … e quindi occorre un pò valutare tutti questi dettagli.
Una idea da prendere in considerazione è quella di registrare un marchio collegato a questo tipo di formaggio. Altro aspetto da considerare è l’opportunità  di farsi assistere da un legale per la stipula dei contratti nei confronti del produttore del formaggio. Abbiamo assistito in passato a produttori che poi non mantenevano gli standard produttivi richiesti oppure non mantenevano le tempistiche stabilite per la produzione con grossi danni per l’immagine del marchio.
Mi auguro che le riflessioni di cui sopra possano esserle di aiuto e la ringraziamo del contributo ad una informazione fiscale di qualità.