Aprire un bar: requisiti morali e professionali

Abbiamo ricevuto una richiesta di questo tipo e da qui l’idea di fare il punto della situazione riguardo l’avvio di una attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar, asporto, etc.).

Le indicazioni di massima sono valide anche per coloro che vogliono effettuare il commercio di alimenti: la legge ha infatti equiparato i requisiti richiesti.

Il quesito: Buongiorno avrei bisogno di un informazione , vorrei aprire un’attività per la precisione un bar però per me sarebbe la prima volta, ho sempre fatto la barista però purtroppo non ho idea di cosa mi serva per poterlo aprire. Non so a chi rivolgermi, Lei mi può aiutare? Grazie

I requisiti morali

La legge preclude l’esercizio delle attività commerciali, sia alimentari che non alimentari, a coloro che:

  • Sono stati dichiarati delinquenti abituali;
  • Condannati per delitto non colposo che preveda una pena detentiva non inferiore a 3 anni;
  • Condannati per reati contro l’igiene e la sanita’ pubblica oppure condannanti per frode in commercio etc. etc.

Dal punto di vista pratico il possesso dei requisiti morali si dimostra attraverso un’autocertificazione. Di seguito l’esempio proposto dal sistema telematico del Comune di Torino, possiamo comunque seguire pratiche di avvio attività in tutta Italia.

Aprire bar a Torino

Esempio di autocertificazione proposta dal portale del Comune di Torino. Possiamo avviare attività in tutta Italia.

I requisiti professionali

Abolito da anni oramai il vecchio REC, è rimasto comunque nel linguaggio a identificare il possesso dei requisiti di legge per poter svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Attualmente la legge ha unificato i requisiti professionali richiesti per il commercio di alimentari e quelli richiesti per la somministrazione. Nel dettaglio i requisiti professionali possono essere dimostrati attraverso uno di questi elementi:

  • avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle Regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale;
  • essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

In sostanza quindi per ottenere l’abilitazione le possibilità sono:

  • Essere iscritti al vecchio REC e nel frattempo non aver perso l’abilitazione, oppure frequentare un corso di abilitazione. Attenzione ce ne sono tanti e a volte i prezzi sono molto differenti tra loro. Alcuni sono finanziati altri non lo sono. Accertatevi che venga messo nero su bianco che la frequenza del corso da diritto alla possibilità di sostenere l’esame di abilitazione.
  • Aver lavorato per due anni come barista e in questo caso bisogna indicare con precisione i datori di lavoro e dimostrare il versamento dei contributi nella qualifica di addetto alla somministrazione, preparazione o amministrazione (si! anche il ragioniere di una azienda che somministra alimenti o bevande ha diritto ad aprire un bar!!)
  • Avere un diploma previsto dalla legge. ATTENZIONE è bene leggere con attenzione quali sono i diplomi accettati perchè sono molti di più di quello che si pensa. Diplomi universitari accettati per la somministrazione di alimenti e bevande.

 

Aprire un BAR: Subentro oppure avvio di una nuova attività

La scelta più comune è quella di “acquistare” un bar già avviato. I vantaggi nel subentrare in una attività già avviata sono:

  • i locali sono già a norma e rispettano il piano regolatore. In ogni caso è bene far verificare la regolarità della documentazione in possesso del venditore dell’attività;
  • clientela già presente. E’ bene comprendere il tipo di clientela presente in modo da offrire i servizi adatti al tipo di clientela.

Dalla liberalizzazione delle licenze non si acquista più una licenza bar bensì ciò che si acquista realmente sono: l’avviamento, le attrezzature e l’eventuale magazzino.

Cosa è l’Avviamento?

Si tratta della capacità che ha l’attività che stiamo acquistando di generare redditi nel prossimo futuro. Potrebbe essere riassunto come un importo che se pagato oggi è pari alla somma dei redditi futuri che potremmo ottenere dal nostro bar.

Spesso per semplicità l’avviamento viene individuato negli attuali clienti che quotidianamente frequentano il bar.

Un punto particolarmente importante è riuscire a valutare quali saranno i redditi futuri del bar basandosi sugli attuali redditi. Ed ecco che solitamente quando si avvia una trattativa che il commercialista del venditore del bar produce le dichiarazioni dei redditi passati a dimostrazione e supporto della redditività dell’azienda. Esistono anche formule empiriche per determinare la redditività di un bar che lasciano un pò il tempo che trovano. Con un buon business plan e la raccolta di informazioni e documenti è possibile capire se si sta acquistando un buon bar oppure no.

Aprire un bar investendo poche risorse (rispetto al subentro o alla creazione da zero)

Per chi non se la sente o non ha i mezzi per investire grosse somme nel proprio sogno di aprire un bar esiste una soluzione interessante.

La soluzione è il contratto di concessione temporanea dell’attività di bar e somministrazione”. Con questo contratto il titolare di un bar concede l’uso del proprio locale in particolari orari. Un esempio potrebbe essere quello di un bar che effettua il servizio colazione e pranzo e che intende rilanciare l’aperitivo serale e il dopo cena. Ecco che una soluzione potrebbe essere quella di rivolgersi a degli specialisti di questo tipo di servizi. I vantaggi per chi possiede il bar sono almeno 2:

  • rilanciare la propria attività per nuove nicchie di clientela;
  • ottenere una redditività anche in quegli orari in cui il bar non è attivo e non produrrebbe reddito.

Se anche tu vuoi aprire un bar a Torino o in tutto il resto d’Italia 🙂 , un chiosco e vuoi capire se stai facendo un buon affare contattaci subito e parti così con la tua attività in proprio. Oppure potrebbe interessarti la nostra Mettersi in proprio: diventare imprenditore – Corso Base

 

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