addolcitori acqua

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D. Gli addolcitori per abbattere il calcare degli impianti idrici delle abitazioni possono fruire della detrazione IRPEF del 36% e dell’aliquota IVA del 10% ?

R. La detrazione IRPEF e l’aliquota IVA ridotta sono ammissibili solo se l’installazione degli addolcitori domestici comporta modificazioni strutturali integranti opere di manutenzione straordinaria dell’abitazione e/o degli impianti relativi, come definite dalla circolare n. 57/E del 24 febbraio 1998 al par. 3.4.

Di seguito si riporta il contenuto del paragrafo 3.4 – Il paragrafo contiene le definizioni di manutenzione ordinaria e straordinaria

3.4. Categorie di intervento edilizio.
Gli interventi edilizi rubricati nella legge di incentivazione sono, innanzitutto, quelli definiti dall’art. 31 della legge 5 agosto 1978, n.457, ma anche altri, che traggono la loro definizione da specifici provvedimenti legislativi. Risulta necessario, pertanto, esaminare le varie definizioni introdotte nel 1978 al fine di specificare la diversa portata di ciascuna categoria di intervento. E’ necessario, comunque, integrare la disciplina generale di ogni singola categoria definita nella legge n.457/1978 con le
eventuali maggiori specificazioni o limitazioni contenute negli strumenti
urbanistici generali o nei regolamenti edilizi. Di seguito si riporta la
nozione di ogni categoria di intervento con una elencazione esemplificativa
dei lavori ammissibili.
Manutenzione ordinaria (lett. a), art. 31, legge n.457/1978).
Gli interventi di manutenzione ordinaria sono quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.
Dalla definizione di legge sopra riportata si deduce che gli interventi di manutenzione ordinaria riguardano le operazioni di rinnovo o di sostituzione degli elementi esistenti di finitura degli edifici, nonche’ tutti gli interventi necessari per mantenere in efficienza gli impianti tecnologici, con materiali e finiture analoghi a quelli esistenti. Caratteristica della manutenzione ordinaria e’ il mantenimento degli elementi di finitura e degli impianti tecnologici, attraverso opere sostanzialmente di riparazione
dell’esistente.
A titolo esemplificativo, sono ricompresi nella manutenzione ordinaria i
seguenti interventi:
– la sostituzione integrale o parziale di pavimenti e le relative opere di finitura e conservazione;
– la riparazione di impianti per servizi accessori (impianto idraulico, impianto per lo smaltimento delle acque bianche e nere);
– rivestimenti e tinteggiature di prospetti esterni senza modifiche dei preesistenti oggetti, ornamenti, materiali e colori;
– rifacimento intonaci interni e tinteggiatura;
– rifacimento pavimentazioni esterne e manti di copertura senza modifiche ai materiali;
– sostituzione tegole e altre parti accessorie deteriorate per smaltimento delle acque, rinnovo delle impermeabilizzazioni;
– riparazioni balconi e terrazze e relative pavimentazioni;
– riparazione recinzioni;
– sostituzione di elementi di impianti tecnologici;
– sostituzione infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, senza modifica della tipologia di infisso;
— Manutenzione straordinaria (lett. b), art. 31, legge n.457/1978).
Gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonche’ per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unita’ immobiliari e non comportino modifiche alle destinazioni d’uso.
La manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unita’ immobiliari, senza alterazione della situazione planimetrica e tipologica preesistente, e con il rispetto della superficie, della volumetria e della destinazione d’uso. La categoria di intervento corrisponde quindi al criterio della innovazione nel rispetto dell’immobile esistente.
A titolo esemplificativo, sono ricompresi nella manutenzione
straordinaria i seguenti interventi:
– sostituzione infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso;
– realizzazione ed adeguamento di opere accessorie e pertinenziali che non comportino aumento di volumi o di superfici utili, realizzazione di volumi tecnici, quali centrali termiche, impianti di ascensori, scale di sicurezza,
canne fumarie;
– realizzazione ed integrazione di servizi igienico-sanitari senza alterazione dei volumi e delle superfici;
– realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unita’ immobiliari e dell’edificio;
– consolidamento delle strutture di fondazione e in elevazione;
– rifacimento vespai e scannafossi;
– sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote d’imposta;
– rifacimento di scale e rampe;
– realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;
– sostituzione solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti;
– sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unita’ immobiliare;
– realizzazione di elementi di sostegno di singole parti strutturali;
– interventi finalizzati al risparmio energetico;
Restauro e risanamento conservativo (lett. c), art. 31, legge n.457/1978).
Gli interventi di restauro e risanamento conservativo sono quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalita’ mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano le destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione di elementi estranei all’organismo edilizio.
La norma descrive due gruppi di interventi analoghi nei contenuti, ma differenti per quanto attiene le finalita’ e, soprattutto, riguardo alle caratteristiche degli edifici su cui tali interventi sono eseguiti.
Gli interventi di restauro consistono nella restituzione di un immobile di particolare valore architettonico, storico – artistico, ad una configurazione conforme ai valori che si intendono tutelare. Gli stessi interventi, attraverso la preliminare analisi storica e artistica delle trasformazioni subite dall’edificio nel corso del tempo, sono effettuati principalmente attraverso la conservazione degli originari elementi di fabbrica ovvero con la sostituzione di elementi ricorrendo a tecnologie e materiali coerenti con quelli originari di impianto dell’edificio stesso.
Il risanamento conservativo si riferisce al complesso degli interventi finalizzati ad adeguare ad una migliore esigenza d’uso attuale un edificio esistente, sotto gli aspetti tipologici, formali, strutturali, funzionali.
A titolo esemplificativo, sono ricompresi nel restauro e risanamento conservativo i seguenti interventi:
– modifiche tipologiche delle singole unita’ immobiliari per una piu’ funzionale distribuzione;
– innovazione delle strutture verticali e orizzontali;
– ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio, anche tramite la demolizione di superfetazioni;
– adeguamento delle altezze dei solai, con il rispetto delle volumetrie esistenti;.
– apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali;
Ristrutturazione edilizia (lettera d), art. 31, legge n. 457/1978).
Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino e la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, la eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.
Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono caratterizzati da due elementi fondamentali: il primo determinato dalla “sistematicita”” delle opere edilizie e il secondo, piu’ rilevante, riguarda la finalita’ della trasformazione dell’organismo edilizio che puo’ portare ad un edificio parzialmente o completamente diverso dal preesistente. Pertanto, gli effetti di tale trasformazione sono tali da incidere sui parametri urbanistici al punto che l’intervento stesso e’ considerato di “trasformazione urbanistica”, soggetto a concessione edilizia e sottoposto al pagamento di oneri concessori.
Attraverso gli interventi di ristrutturazione edilizia e’ possibile aumentare la superficie utile, ma non il volume preesistente.
A titolo esemplificativo, sono ricompresi nella ristrutturazione edilizia i seguenti interventi:
– riorganizzazione distributiva degli edifici e delle unita’ immobiliari, del loro numero e delle loro dimensioni;
– costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti;
– mutamento di destinazione d’uso di edifici, secondo quanto disciplinato dalle leggi regionali e dalla normativa locale;
– trasformazione dei locali accessori in locali residenziali;
– modifiche agli elementi strutturali, con variazione delle quote d’imposta dei solai;
– interventi di ampliamento delle superfici.
E’ il caso di rilevare che gli interventi previsti in ciascuna delle categorie sopra richiamate sono, di norma, integrati o correlati ad interventi di categorie diverse; ad esempio, negli interventi di manutenzione straordinaria sono necessarie, per completare l’intervento edilizio nel suo
insieme, opere di pittura e finitura ricomprese in quelle di manutenzione ordinaria. Pertanto, occorre tener conto del carattere assorbente della categoria “superiore” rispetto a quella “inferiore”, al fine dell’esatta individuazione degli interventi da realizzare e della puntuale applicazione delle disposizioni in commento….