Assicurazione temporanea caso morte

Certificato assicurativo tratto da www.lloyds.com

Assicurazione temporanea caso morte: trattamento fiscale.

Vorremmo contrarre una assicurazione temporanea caso morte per un nostro dipendente il cui ruolo risulta essere particolarmente delicato all’interno dell’azienda. Il premio pagato per l’assicurazione può essere considerato un costo per l’azienda?

Il pagamento di una assicurazione temporanea caso morte prevede che la società paghi il premio alla società di assicurazione. In caso di morte del dipendente la società riceverà l’indenizzo a seguito dell’evento assicurato. Secondo il parere autorevole della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, il premio pagato può essere considerato un costo per la società e pertanto portato in detrazione ai fini IRPEF e IRAP. L’indennizzo invece deve essere considerato una sopravvenienza attiva e quindi assoggettata ai fini irpef. Rileva la stessa Fondazione Studi che l’interpretazione della norma appare corretta soprattutto in relazione all’assicurazione di dipendenti che costituiscono un elemento “chiave” per l’azienda. L’Associazione Dottori Commercialisti di Milano nella norma di comportamento 154 ha confermato la deducibilità del premio assicurativo pagato in favore dell’amministratore della società. E’ bene riferire che esistono contenziosi in corso nei quali l’Agenzia delle Entrate non considera l’assicurazione temporanea caso morte deducibile. L’argomentazione portata avanti dagli accertatori si poggia sulla mancanza di “collegamento” tra il costo sostenuto dall’azienda e i ricavi da essa conseguiti in altre parole si nega il legame di inerenza tra ricavi conseguiti e costo sostenuto (in questo caso il premio assicurativo).

 

Sempre in tema di premi assicurativi pagati dalla società per assicurare dipendenti, amministratori è bene ricordate quanto stabilito dalla Risoluzione Ministeriale n. 178 /E del 9 settembre 2003..”Pertanto, si ritiene che, con riferimento esclusivo alla fattispecie prospettata, i premi assicurativi corrisposti per la stipula di polizze volte a garantire la copertura delle perdite di carattere patrimoniale che gli amministratori e i dipendenti della società dovessero subire in seguito ad azioni di responsabilità civile intentate, nei loro confronti o direttamente nei confronti della società, da soggetti terzi lesi da atti compiuti dagli stessi amministratori o dipendenti nell’esercizio dei loro incarichi e funzioni, fatta eccezione per gli atti dolosi o fraudolenti e al di fuori delle ipotesi in cui gli assicurati abbiano ottenuto profitti o vantaggi personali o ricevuto compensi cui non avevano diritto, non costituiscanofringe benefit e non concorrano alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei soggetti beneficiari.”