“Come pagare meno tasse? Devono pur esistere soluzioni, e queste soluzioni me le deve dare il commercialista.”

Queste sono le parole che un conoscente mi ha rivolto parlando del suo attuale commercialista e sapendo che anche io ho uno studio. Ho approfondito con pazienza ed ho cercato insieme a gianni il mio conoscente di comprendere meglio come stavano le cose realmente ed ho scoperto quanto segue.

Prima di parlare di soluzioni per pagare meno imposte vediamo di comprendere quali sono i corretti termini del problema.

Arriva giugno, la scadenza del 30 giugno oppure del 30 luglio è alle porte e il commercialista non ti ha ancora chiamato per dirti quanto devi pagare di tasse.

E quindi quando ricevi la “triste” telefonata ecco che realizzi subito che non hai le somme per poter pagare le tasse. Ti accorgi che l’importo comunicato è molto superiore sia a quanto hai in cassa che a quanto hai in banca e anche pensando all’ultimo mese di lavoro e a tutti gli sforzi che fai ogni giorno non hai i soldi che ti chiede.

Ecco che quindi scatta la domanda: Non ho i soldi, è impossibile che devo pagare di tasse così tanto. Scusi qual è il mio utile?

Realizzi subito che le imposte che ti si chiede di pagare sono circa il 50% del tuo utile annuo. In meno di un mese devi riuscire a rendere liquidi la metà di quello che riesci a guadagnare in un anno! Missione impossibile senza pianificazione fiscale e finanziaria ovvero impossibile se non hai risparmiato e messo da parte il necessario per affrontare la scadenza.

Ed ecco i termini del problema:

  1. Assenza di pianificazione fiscale e più semplicemente: avere previsto un importo delle imposte da pagare. Troppo spesso quando si pensa a quale è l’ammontare da mettere in previsione ecco che  spesso si rinuncia vista la complessità del calcolo o magari perchè il commercialista non risponde al telefono. La cosa migliore da fare è mettere in previsione lo stesso importo che si è pagato lo scorso anno con una maggiorazione prudenziale del 15%.
  2. Quando cominciare a mettere da parte le imposte che si devono pagare. Il momento per mettere da parte comincia 12 mesi prima di dover pagare le prime imposte e quindi per mettere da parte la liquidità sufficiente per fare fronte al pagamento di imposte per giugno 2018 occorre cominciare a giugno 2017. Si prende l’importo individuato al punto 1 e lo si divide per 12. Ogni mese occorre mettere da parte questa somma. Chi comincia l’attività a gennaio 2018 può cominciare a mettere da parte le somme già da gennaio: le prime imposte saranno pagate a giugno 2019; in questo modo si hanno a disposizione 18 mesi. L’ideale è comunque riuscire a stare nei 12 mesi e quindi ragionare in questi termini: nell’anno 2017 metto da parte l’importo delle imposte che devo sui redditi che ho quadagnato nel 2017. E proseguire così per gli anni a venire.

Troppo semplice

Uno dei “problemi” di quanto ti abbiamo spiegato sopra è che viene considerato troppo semplice. Nella realtà è molto complesso per un impresa (o un professionista che sta lanciando il suo studio) riuscire a gestire la liquidità in particolare nella fase di avvio. E’ proprio nella fase di studio prima dell’avvio dell’attività che bisogna verificare di quanta liquidità necessità l’impresa e quali saranno gli investimenti necessari per gestire l’azienda nei primi anni di vita. Chi non si intende di gestione di azienda tende a credere che gli utili conseguiti mensilmente faranno in modo che l’azienda si sostenga da solo, questa strada nella realtà è seguita da pochissime realtà. L’esperienza e i numeri ci dicono che solo le aziende che sono riuscite a trovare una fonte di liquidità tale da sostenere l’attività per circa un’anno e mezzo riescono a crescere e poi svilupparsi. Troppo spesso incontriamo imprenditori che delle passate esperienze ci dicono “abbiamo dovuto chiudere perchè le tasse ci mangiavano vivi”.

La risposta alle difficoltà di avvio di una attività professionale o economica ci sono e sono alla portata di tutti: Pianificazione Fiscale e Pianificazione Finanziaria.

Sono gli unici strumenti che possono essere utilizzati dalla microimpresa individuale fino alle start-up innovativa con raccolte di crowdfunding ingenti e che consentono di trovare il punto di sostenibilità del business.

Un esempio molto semplificato lo puoi trovare leggendo il caso di un professionista freelance che ha pianificato la sua imposizione fiscale nei primi 3 anni di attività. Queste preziose informazioni dovranno poi essere integrate nel budget fino a predisporre tutti gli elementi di un business plan.

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