Buongiorno, dopo aver perso il lavoro, vorrei provare con una nuova attività: mi propongo come cuoca, volendo a domicilio, per la preparazione di cene o rinfreschi  da asporto o con consegna a domicilio e consulenza. Il tutto inerente alla cucina e soprattutto alla pasticceria vegana o vegetariana. Come devo comportarmi fiscalmente? Ovviamente vorrei non aprire partita iva prima di capire come va. Vi ringrazio

Buongiorno, visto il tipo di lavoro che intende svolgere, tralasciamo per un attimo gli aspetti fiscali per evidenziare un altro aspetto che è quello del rischio di impresa. Il rischio di impresa tipico del Suo settore è quello derivante dalla possibilità che persone, realmente o falsamente, possano lamentare di essere state male a seguito dei cibi assunti. In un settore come il Suo quindi è fondamentale avere una assicurazione per responsabilità professionale. Nel caso specifico dunque, svolgere l’attività senza aver aperto partita iva, oltre a non essere previsto dalle legge in maniera chiara, potrebbe essere di impedimento per stipulare l’assicurazione professionale necessaria.

Se invece vuole testare le proprie abilità, può organizzare cene tra amici, magari anche estese con il passaparola, purchè rimangano cene tra amici con pagamento di eventuali somme solo a titolo di rimborso spese.

Attenzione quindi, in questo caso non aprire partita iva, può portare non solo a sanzioni fiscali, ma a ben più gravi conseguenze economiche se manca una adeguata copertura assicurativa.

Dal punto di vista regolamentare occorre rispettare le norme previste sulla somministrazione di alimenti e bevande. E’ consigliabile quindi frequentare il corso HACCP, iscrivere la ditta in Camera di Commercio e pagamento dei contributi in misura fissa. E’ possibile valutare l’adesione al regime forfetario con applicazione delle tasse al 5%.

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