Contribuenti Minimi in Franchigia

L'art. 32 bis, introduce un regime semplificato per i contribuenti con un volume  d'affari non superiore a Euro 7000.

I soggetti interessati sono le persone fisiche esercenti attività commerciali, agricole e professionali che, nell'anno solare precedente, hanno realizzato  o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume di affari non superiore a 7.000 euro, e non hanno effettuato o prevedono di non effettuare cessioni all'esportazione.

Update del 23/12/2007: tale regime è stato abrogato dalla Finanziaria 2008. 

 

Per approfondire si veda

Contribuenti Minimi: Nuovo Regime 2008

Contribuenti minimi: circolare 7/2008

Circ. 73/2007 Contribuenti minimi

Beni ad uso promiscuo: detrazione al 50%

Contribuenti minimi e comportamento concludente

Per tali soggetti è previsto l'esonero da tutti gli adempimenti IVA previsti dal D.p.r. 633/1972, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali e di certificazione e comunicazione telematica dei corrispettivi. 

I contribuenti minimi in franchigia di fatto sono equiparati ai consumatori finali, pertanto non esercitano il diritto di rivalsa, e non hanno diritto alla detrazione dell'Iva assolta sugli acquisti.

Il regime della franchigia, delineato dalla norma recata dal citato art. 32-bis del DPR n. 633 del 1972, e' il regime d'imposta naturale per i soggetti che ne posseggono i requisiti. Pertanto chi è già in attività e possedendo i requisiti previsti dall'art. 32 bis  intende determinare l'imposta secondo il regime ordinario deve darne comunicazione, attraverso il comportamento concludente e comunicando l'opzione nella prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata.

L'attribuzione del numero di partita IVA speciale, previsto da tale regime semplificato, deve essere richiesto attraverso il modelli di variazione attività.

 

Obblighi previsti per i contribuenti minimi in franchigia:

  • numerano e conservano le fatture di acquisto e le bollette doganali;

 

  • certificano e comunicano telematicamente i corrispettivi;

  • presentano agli uffici doganali gli elenchi di cui all'art. 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  • d)indicano in luogo dell'ammontare dell'imposta, se obbligati a certificare i corrispettivi con fattura ai sensi dell'art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, l'annotazione che si tratta di operazione effettuata ai sensi dell'art.32-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
  • integrano la fattura, emessa dal cedente o dal prestatore senza addebito di imposta, con l'indicazione dell'aliquota applicabile e dell'imposta relativa e versano l'IVA, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, quando in qualità di cessionari o committenti effettuano operazioni passive per le quali sono tenuti al pagamento dell'imposta;
  • effettuano la rettifica della detrazione dell'imposta ai sensi dell'art. 19-bis2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nella dichiarazione annuale IVA relativa all'anno precedente a quello di transito nel regime medesimo. La rettifica è eseguita limitatamente ai beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati e ai beni ammortizzabili per i quali non sono ancora trascorsi quattro anni da quello della loro entrata in funzione, ovvero dieci anni decorrenti da quello di acquisto o di ultimazione in caso di fabbricati, porzioni di fabbricati e aree fabbricabili. Analoga rettifica deve essere effettuata in caso di passaggio, anche per opzione, al regime ordinario;
  • versano l'imposta dovuta per effetto della rettifica della detrazione di cui all'art. 19-bis2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in un'unica soluzione, ovvero, in tre rate di pari importo. La prima o unica rata è versata entro il termine per il versamento a saldo dell'imposta relativa all'anno precedente a quello di applicazione del regime di franchigia; le successive rate sono versate entro il termine per il versamento a saldo dell'imposta relativa ai due periodi successivi;

 

  • versano in un unica soluzione, alla cessazione del regime di franchigia, per legge o per opzione, le residue rate di cui al punto precedente  entro il termine stabilito per il primo versamento periodico, successivo all'ultima comunicazione telematica dei corrispettivi.

 

 I contribuenti minimi in franchigia sono esonerati dai seguenti adempimenti:

  • versamento dell'imposta e tutti gli altri obblighi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ivi
    compresi quelli di cui agli articoli 8 e 8-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322;
  • b) pagamento mediante modalità telematiche di cui all'art. 37, comma 49, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, delle imposte, dei contributi e dei premi di cui all'art. 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,e delle entrate spettanti agli enti ed alle casse previdenziali di cui all'art. 28, comma 1, dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997;
    c) obblighi previsti per le operazioni intracomunitarie dagli articoli 47 e 48 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla
    legge 29 ottobre 1993, n. 427.

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