In tema di accertamento delle imposte sul reddito, l’art. 32 del DPR 600/1973 definisce i poteri degli uffici, attraverso i quali possono espletare l’attività di accertamento che gli è propria.
Tra i poteri previsti della norma, assume sempre maggiore rilevanza pratica, la possibilità di richiedere informazioni al contribuente stesso, agli intermediari finanziari, e invitare ogni altro soggetto ad esibire o trasmettere, atti documenti fiscalmente rilevanti concernenti specifici rapporti intrattenuti con il contribuente oggetto dell’accertamento.

Tale facoltà di richiedere informazioni è stata da ultimo modificata, prevedendo la possibilità di richiedere dati informazioni o notizie ai soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili (art. 13 D.p.r.600/1973), in merito ai loro clienti, fornitori e prestatori di lavoro autonomo. Disposizione quest’ultima che si accompagna con la re-introduzione dell’obbligo di invio telematico dell’elenco clienti e fornitori.

Le movimentazioni bancarie, che non trovano giustificazione nella contabilità del contribuente, godono della presunzione legale di corrispondenza a maggiori ricavi non dichiarati, vale a dire, che il contribuente può dimostrare la non inerenza delle movimentazioni bancarie poste alla base della rettifica e dell’accertamento, solo attraverso la documentata dimostrazione, che tali movimenti non hanno rilevanza fiscale. Di fronte ad una presunzione legale il giudice tributario non può nemmeno valutare gravità, precisione e concordanza delle movimentazioni addotte dall’ente impositore, fondanti la maggiore pretesa tributaria.

La recente sentenza di Cassazione (Sent. n. 7957 del 15 marzo 2007 dep. il 30 marzo 2007), afferma, tra le altre cose:

1) “che la presunzione legale, (di cui sopra), si estende anche ai conti correnti sui quali di norma il contribuente opera, anche se si tratti di conti correnti intestati a familiari (nella specie: al £iglio), atteso che altrimenti sarebbe assai facile eluderne la portata precettiva;”

2) “che la gestione di un conto corrente altrui è circostanza eccezionale che rende valida l'estensione della presunzione di appartenenza dei relativi redditi, equivalendo l'intestazione formale, a tali fini, al potere di sostanziale disposizione, ove non si alleghi e si dimostri che quel potere di disposizione era dato per circostanze specifiche e ampiamente giustificabili;”

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