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Non è possibile il calcolo separato dell’IVA per quelle attività che sono ricondotte nel medesimo codice di attività ATECO.  E’ questo in estrema sintesi il contenuto della circolare 87 del 20 agosto 2010.

L’istante è una clinica privata polispecialistica, non convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. Le prestazioni di diagnosi e cura, erogate da medici e paramedici che operano come liberi professionisti e fornite dalla clinica, sono fatturate in regime di esenzione IVA ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 18, sia dalla casa di cura che dai liberi professionisti che vi lavorano.
Le prestazioni diverse da quelle suindicate, erogate dalla struttura sanitaria non convenzionata, sono fatturate al cliente con addebito dell’IVA ad aliquota ordinaria. La modalità di fatturazione raccomandata dalla Regione di appartenenza della clinica ha determinato per la società istante la realizzazione di un maggior volume di affari per operazioni esenti da IVA con conseguenze negative sul regime di detrazione dell’imposta. La casa di cura pertanto chiede se la modalità di fatturazione attuata sia corretta ed in particolare se le prestazioni di diagnosi e cura svolte da operatori sanitari, liberi professionisti, nell’ambito della clinica, fatturate dalla stessa nei confronti del paziente, siano esenti da IVA. In caso di risposta affermativa, la società istante chiede se possa optare per la separazione dell’attività tipica della casa di cura da quella avente ad oggetto le prestazioni degli operatori sanitari liberi professionisti rese all’interno della stessa struttura.
L’Agenzia ritiene corretto che la società istante emetta fattura in esenzione da IVA, nei confronti del paziente, in relazione alle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese ambulatorialmente, per conto della struttura sanitaria, dai medici e paramedici che operano all’interno della casa di cura stessa. Le prestazioni della casa di cura non convenzionata rese nei confronti dei soggetti ricoverati, invece, dovranno essere assoggettate all’imposta sul valore aggiunto, tanto in relazione alla componente relativa all’alloggio e all’assistenza, quanto in relazione alla parte più attinente alla diagnosi e alla cura. Tali prestazioni sono imponibili ai fini Iva con aliquota del 20%, salva l’applicabilità dell’aliquota del 10% alle prestazioni di maggior comfort di cui al n. 120 della Tabella A allegata al DPR n. 633 del 1972.
Con riguardo alla facoltà di optare per la separazione dell’attività afferente le prestazioni mediche effettuate da personale sanitario con rapporto libero professionale da quella tipica della casa di cura, al fine di ovviare alle limitazioni della detrazione correlate all’applicazione della regola del pro rata, deve concludersi che l’attività consistente nel rendere prestazioni di ricovero e cura non può essere separata dall’attività avente ad oggetto le prestazioni sanitarie rese ambulatorialmente in quanto le due predette attività, sebbene siano assoggettate ad un diverso regime Iva, sono riconducibili ad un unico codice della classificazione ATECO.

Fonte: www.solmap.it