Donazione di azienda e successiva trasformazione. – Profili fiscali in materia di imposte dirette, di registro ipotecarie e catastali.

 1) La donazione dell'azienda dal padre ai tre figli, non genera plusvalenze, in base al disposto dell'art. 58 del TUIR, sempre che 

i valori dei beni costituenti il complesso aziendale dell'imprenditore individuale siano assunti dal donatario al costo fiscalmente

riconosciuto che gli stessi avevano in capo al donante.

2) La successiva trasformazione della società di fatto (costituita dai tre figli) in una società di persone o di capitali si

configura come una trasformazione, pertanto secondo il disposto dell'art. 170 comma 1 del TUIR che prevede la

neutralità delle operazioni di trasformazione.

3) Ai fini dell'imposta di successione l'operazione non è soggetta a prelievo fiscale posto che l'art 3  del D.lgs 346/1990

prevede all'art. 4 TER che "I trasferimenti, effettuati anche tramite i patti di famiglia di cui agli articoli 768-bis e seguenti

del codice civile a favore dei discendenti, di aziende o rami di esse, di quote sociali e di azioni non sono soggetti all'imposta.

Questi i principali chiarimenti della Risoluzione n. 341 del 23/11/2007

 
Risoluzione n. 341 del 23/11/2007
Oggetto:
Istanza di interpello - Donazione di azienda e continuazione dell'attivita'
d'impresa in forma societaria - Trattamento fiscale applicabile ai fini
dell'imposta sui redditi, dell'imposta di registro ed altri tributi indiretti 
Testo:
Con istanza di interpello, concernente il trattamento fiscale
applicabile a una donazione d'azienda in favore dei figli, nell'ipotesi in
cui i donatari intendano continuare l'attivita' imprenditoriale in forma
societaria, e' stato esposto il seguente
QUESITO

Il signor ALFA e' titolare di un'azienda che esercita attivita' di
falegnameria ed intende donare ai suoi tre figli l'intero complesso
aziendale nel quale e' compreso anche un bene immobile.
Nell'atto di donazione dell'azienda i donatari intendono rappresentare
la loro volonta' di continuare l'esercizio dell'attivita' imprenditoriale
per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento e di
regolarizzare la societa' di fatto che verra' a costituirsi in una delle
societa' tipiche regolate dal codice civile.
Atteso cio', l'istante chiede di sapere se:
. in capo al donante si applica il regime di neutralita' fiscale di
cui all'articolo 58, comma 1, del TUIR;
. ai fini della regolarizzazione della societa' di fatto da parte dei
tre figli in una delle societa' tipiche e regolate dal codice civile
(ad esempio s.n.c. e/o s.r.l.) trova applicazione il regime di
neutralita' fiscale di cui all'articolo 170 del TUIR;
. l'atto di donazione di azienda, nel quale contestualmente si
regolarizzi il rapporto societario di fatto instauratosi tra i
donatari con l'accettazione della donazione, sia esente dall'imposta
sulle successioni e donazioni e dalle imposte ipotecaria e catastale.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

L'istante ritiene che:
. la descritta operazione di donazione di azienda a favore dei tre
figli non determina, ai fini della imposte dirette, alcuna tassazione,
ne' in capo al soggetto donante, ne' in capo ai soggetti donatari, ai
sensi dell'articolo 58, comma 1, del TUIR;
. la successiva regolarizzazione della societa' di fatto da parte dei
tre figli in una delle societa' tipiche regolate dal codice civile non
costituisce realizzo ne' distribuzione delle plusvalenze e
minusvalenze dei beni ai sensi dell'articolo 170 del TUIR;
. la donazione dell'azienda ai propri figli con contestuale
regolarizzazione della societa' di fatto instauratasi tra i donatari
e' esente dall'imposta sulle successioni e donazioni e dalle imposte
ipotecaria e catastale.


PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

In riferimento all'interpello in trattazione si osserva che ai fini
delle imposte sui redditi trova applicazione l'articolo 58, comma 1, secondo
periodo, del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), in base al
quale: "Il trasferimento di azienda per causa di morte o per atto gratuito
non costituisce realizzo di plusvalenze dell'azienda stessa; l'azienda e'
assunta ai medesimi valori fiscalmente riconosciuti nei confronti del dante
causa".
La predetta disposizione intende favorire il passaggio generazionale
dell'azienda - sia a titolo di donazione che a titolo di successione per
causa di morte - da parte dell'imprenditore individuale a soggetti terzi
persone fisiche, indipendentemente dal grado di parentela o dal rapporto di
coniugio che intercorre con il beneficiario del trasferimento dell'azienda o
del ramo di azienda.
Cio' posto si osserva che la donazione di azienda ai sensi
dell'articolo 58, comma 1, secondo periodo, del TUIR rappresenta una
fattispecie di trasferimento di azienda in regime di neutralita' fiscale,
purche', pero', i valori dei beni costituenti il complesso aziendale
dell'imprenditore individuale siano assunti dal donatario al costo
fiscalmente riconosciuto che gli stessi avevano in capo al donante.
La plusvalenza, che in assenza della disposizione in commento avrebbe
realizzato il donante, resta allo stato latente e concorrera' alla
formazione del reddito da parte del donatario all'atto della cessione
dell'azienda o dei singoli beni che la compongono.
In riferimento al secondo quesito, concernente la possibilita' di
ricorrere all'istituto della trasformazione di cui all'articolo 170 del TUIR
in ipotesi di regolarizzazione della societa' di fatto costituitasi tra i
figli dell'imprenditore in una della societa' tipiche regolate dal codice
civile, la scrivente e' del parere che tale disposizione trovi applicazione
nella fattispecie rappresentata.
Si ricorda, a tal fine, che l'articolo 170 del TUIR al comma 1 dispone
che "La trasformazione della societa' non costituisce realizzo ne'
distribuzione delle plusvalenze e minusvalenze dei beni, comprese quelle
relative alle rimanenze e il valore di avviamento". Resta inteso che trovano
applicazione anche tutte le altre disposizioni dettate dall'articolo 170 del
TUIR.
Per quanto attiene, infine, l'applicazione dell'imposta sulle
successioni e donazioni al negozio descritto nell'istanza di interpello in
esame si fa presente che trova applicazione l'articolo 3, comma 4-ter, del
Testo Unico concernente l'imposta sulle successioni e donazioni, approvato
con DLGS 31 ottobre 1990, n. 346, come modificato dall'articolo 1, comma 78,
lett. a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (d'ora in poi TUS).
Il predetto articolo 3, comma 4-ter, del TUS, prevede l'esenzione
dall'imposta sulle successioni e donazioni per i trasferimenti di aziende,
di quote sociali e di azioni "...effettuati anche tramite i patti di
famiglia di cui agli articoli 768-bis e seguenti del codice civile a favore
dei discendenti (...). In caso di quote sociali e azioni di soggetti di cui
all'articolo 73, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui
redditi (...), il beneficio spetta limitatamente alle partecipazioni
mediante le quali e' acquisito o integrato il controllo ai sensi
dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile. Il beneficio
si applica a condizione che gli aventi causa proseguano l'esercizio
dell'attivita' d'impresa o detengano il controllo per un periodo non
inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, rendendo,
contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione o
all'atto di donazione, apposita dichiarazione in tal senso. Il mancato
rispetto della condizione di cui al periodo precedente comporta la decadenza
dal beneficio, il pagamento dell'imposta in misura ordinaria, della sanzione
amministrativa prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 471, e degli interessi di mora decorrenti dalla data in cui
l'imposta medesima avrebbe dovuto essere pagata".
Pertanto, nel caso di specie, i figli dell'istante, beneficiari della
donazione d'azienda, non sono tenuti a corrispondere l'imposta sulle
successioni e donazioni, a condizione che rendano apposita dichiarazione
nell'atto di donazione circa la loro volonta' di proseguire l'attivita' di
impresa e che, per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del
trasferimento, proseguano effettivamente l'esercizio d'impresa.
Il mancato rispetto di una delle predette condizioni comporta la
decadenza dall'agevolazione fruita, il pagamento dell'imposta nella misura
ordinaria nonche' della sanzione amministrativa prevista dall'articolo 13
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e degli interessi di mora
decorrenti dalla data in cui l'imposta medesima avrebbe dovuto essere pagata.
Viceversa, non si ha decadenza dall'agevolazione in esame qualora il
beneficiario conferisca l'azienda o la partecipazione in un'altra societa'.
Cio' in quanto il conferimento, ai fini del mantenimento
dell'agevolazione in parola, e' assimilabile al proseguimento dell'esercizio
dell'attivita' d'impresa.
In particolare, la condizione della prosecuzione dell'attivita'
d'impresa e' da intendersi assolta nell'ipotesi in cui, prima del decorso di
cinque anni dalla donazione o successione:
. il beneficiario conferisca l'azienda in una societa' di persone,
indipendentemente dal valore della partecipazione ricevuta a fronte
del conferimento;
. il beneficiario conferisca l'azienda in una societa' di capitali,
purche', in tal caso, le azioni o quote assegnategli a fronte del
conferimento consentano di conseguire o integrare il controllo ai
sensi dell'articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile
(maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria).
In riferimento alle modalita' di applicazione delle imposte ipotecaria
e catastale si osserva che, in base all'espresso rinvio alla disposizione
agevolativa di cui all'articolo 3, comma 4-ter, del TUS, recato,
rispettivamente, dagli articoli 1, comma 2 e 10, comma 3, del Testo Unico
delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, approvato
con DLGS 31 ottobre 1990, n. 347 (TUIC), le formalita' di trascrizione e
voltura catastale relative all'atto di donazione di un'azienda nella quale,
come nel caso di specie, e' compreso un immobile, sono esenti dalle imposte
ipotecaria e catastale.
Infine, si precisa che la regolarizzazione del rapporto societario di
fatto che i donatari intendono effettuare nell'atto di donazione, comporta
la costituzione di una societa' mediante conferimento di azienda comprensiva
di immobile ed e', quindi, soggetta all'imposta di registro in misura fissa
ai sensi dell'articolo 4, lett. a), numero 3), della Tariffa, Parte prima,
allegata al Testo Unico concernente l'imposta di registro, approvato con DPR
26 aprile 1986, n. 131 (TUR) e alle imposte ipotecaria e catastale nella
misura proporzionale ordinariamente prevista dal TUIC.

La presente risposta, sollecitata dalla Direzione Regionale, e' resa
ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo, del decreto ministeriale
26 aprile 2001, n. 209.