La non imponibilità IVA delle prestazioni di servizi e della cessione di beni  effettuate nei confronti dell'Unione Europea è sancita dall'Art. 72 comma 3 del Decreto IVA. L'Università degli Studi XX chiede se è possibile estendere la non imponibilità delle prestazioni di servizi e cessione di beni anche all'Università medesima, in quanto soggetto attuatore di programmi di ricerca finanziati dall'Unione Europea.

L'Agenzia delle Entrate ha risposto negativamente a tale istanza osservando che il disposto dell'articolo 72, comma 3, n. 3) del D.P.R. n. 633 del 1972 riguarda unicamente le parti direttamente coinvolte nel rapporto giuridico alla base del programma di ricerca e non puo' estendersi ai soggetti che in via indiretta e mediata sono chiamati ad attuare il programma medesimo senza precise responsabilita' nei confronti dell'Ente che eroga i finanziamenti.

Risoluzione 4 febbraio 2008 n. 31 

QUESITO

L'Universita' degli Studi di.., nel perseguimento delle proprie finalita' istituzionali, opera anche come soggetto "attuatore" di specifici "programmi quadro" di sostegno alle attivita' di ricerca e sviluppo tecnologico finanziati dall'Unione Europea. In particolare, per l'attuazione di tali progetti (Corsi di Alta formazione e Reti per lo sviluppo della ricerca scientifica) l'Ente universitario non stipula direttamente accordi con l'Unione Europea, ma si avvale dei contributi europei per il tramite dello Stato o della Regione che si assumono l'onere di sviluppare le attivita' di ricerca sotto il controllo e il coordinamento degli organi europei competenti. Tanto premesso, l'Universita' chiede, in qualita' di soggetto attuatore dei progetti comunitari, se nei rapporti con i fornitori per gli acquisti di beni e/o servizi funzionali alla realizzazione dei progetti di ricerca possa fruire del regime di non imponibilita' IVA previsto dall'articolo 72, terzo comma, n. 3), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA DEL CONTRIBUENTE

L'istante Universita' ritiene che il proprio coinvolgimento in veste di ente "attuatore" di progetti di ricerca che vengono realizzati con l'intervento finanziario dell'Unione europea attraverso lo Stato o la Regione rientri nello schema del "contratto di associazione" e sia giustificato dall'analogia sostanziale delle finalita' istituzionali da essa perseguite con quelle dell'Unione Europea. L'allineamento delle predette finalita' con le "misure" stabilite nei Programmi comunitari determina, peraltro, anche la piena condivisione delle strategie e degli obiettivi posti a fondamento delle attivita'. Tenuto conto del fatto che la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate del 4 aprile 2006, n. 50/E ha chiarito che l'agevolazione dell'articolo 72, comma 3, punto 3), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 trova applicazione sia ai "contratti di ricerca" sia agli "accordi di promozione e ricerca", a parere dell'Ente istante e' possibile prevedere un'estensione del beneficio della non imponibilita' all'IVA anche sugli acquisti effettuati dalle strutture universitarie presso fornitori terzi di beni e/o servizi funzionali alla realizzazione del progetto di ricerca.

PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

L'articolo 72, comma 3, n. 3) del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 estende la non imponibilita' ad IVA prevista dal precedente comma 2 con riferimento agli articoli 8, 8-bis e 9 alle operazioni poste in essere nei confronti delle Comunita' europee nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali. Tale previsione di non imponibilita' trova applicazione anche qualora le cessioni di beni e le prestazioni di servizi siano effettuate a favore di imprese o enti per l'esecuzione di contratti di ricerca e di associazione conclusi con le dette Comunita', nei limiti di partecipazione ad essi della Comunita' medesima. Con la risoluzione 14 marzo 2005, n. 34/E l'Agenzia delle Entrate, attesa la natura tendenzialmente sinallagmatica dei contratti di ricerca tra l'Unione europea erogatrice dei finanziamenti ed il soggetto attuatore dei progetti medesimi e la conseguente natura di corrispettivi delle somme erogate a titolo di finanziamento, ha precisato che il beneficio di cui all'articolo 72, comma 3, n. 3) del D.P.R. n. 633 del 1972 si estende agli acquisti di beni e servizi effettuati direttamente dai soggetti che hanno stipulato con la Comunita' i contratti di ricerca. Con risoluzione 4 aprile 2006, n. 50 l'Agenzia ha rilevato che il regime di non imponibilita' previsto dall'art. 72, comma 3, n. 3), risulta applicabile anche nel caso di stipula con l'Unione Europea di contratti attinenti "accordi di promozione della ricerca aventi natura tendenzialmente collaborativa" da inquadrare nella categoria dei contratti di ricerca in senso lato. Premesso che l'esecuzione dei contratti sopra citati e' spesso demandata dagli enti che si impegnano contrattualmente con l'Unione europea a terzi soggetti esecutori, sia pubblici che privati, del progetto di ricerca, e' stato chiesto di conoscere se la non imponibilita' all'IVA possa applicarsi anche agli acquisti effettuati dalle strutture universitarie – in qualita' di attuatori – di beni e/o servizi funzionali alla realizzazione dei contratti di cui trattasi. Al riguardo si osserva che il disposto dell'articolo 72, comma 3, n. 3) del D.P.R. n. 633 del 1972 riguarda unicamente le parti direttamente coinvolte nel rapporto giuridico alla base del programma di ricerca e non puo' estendersi ai soggetti che in via indiretta e mediata sono chiamati ad attuare il programma medesimo senza precise responsabilita' nei confronti dell'Ente che eroga i finanziamenti, anche se l'esecuzione del programma miri al perseguimento di obiettivi analoghi a quelli dei soggetti contrattuali. Cio' stante, si esprime l'avviso che la non imponibilita' IVA di cui all'art. 72, comma 3, n. 3, non possa essere applicata alle forniture di beni e servizi nei confronti dell'Universita' istante, che si pone come soggetto terzo (ancorche' attuatore del programma) rispetto ai soggetti pubblici centrali e locali ai quali fa capo la realizzazione del progetto nei confronti degli organismi comunitari erogatori dei finanziamenti. La risposta di cui alla presente nota, sollecitata con istanza presentata alla Direzione Regionale, viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo, del decreto ministeriale 26 aprile 2001, n. 209.