"l'applicazione dell'IRAP va verificata in relazione al complesso dell'attivita' svolta dal professionista". E' questa la tesi sostenuta dall'Agenzia delle Entrate che nel caso specifico ritiene assoggettabile a IRAP anche il compenso conseguito dal dottore commercialista, nello svolgimento della funzione di sindaco in società commerciali.  Il professionista nell'istanza di interpello riteneva non assoggettabile ad IRAP i compensi conseguiti nello svolgimento dell'attività di Sindaco, dal momento che per il conseguimento di tali proventi non utilizzava in alcun modo la struttura organizzativa del proprio studio professionale.

Risoluzione del 25/03/2009 n. 78
Oggetto:
IRAP – Art. 3 del D.lgs. n. 446 del 1997- Compensi derivanti da attivita' di sindaco di societa' commerciali – Interpello – ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212
Testo:
Con l'interpello specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 2 del D.Lgs. n. 446 del 1997, e' stato esposto il seguente
QUESITO
L'istante fa presente di esercitare l'attivita' professionale di dottore commercialista avvalendosi di uno studio professionale che dispone delle attrezzature necessarie per l'esercizio dell'attivita' medesima ed ha alle proprie dipendenze due impiegate d'ordine.
Oltre ai compensi derivanti dalla suddetta attivita', l'istante percepisce anche compensi per l'esercizio delle funzioni di Sindaco di societa' commerciali.
Per quest'ultima attivita' l'istante fa presente di non avvalersi della struttura dello studio professionale in quanto partecipa personalmente alle riunioni sindacali ed all'attivita' svolta dai Collegi sindacali e svolge detta attivita' nell'ambito e con il supporto delle strutture societarie presso le quali esercita le funzioni di Sindaco.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
Ad avviso del contribuente istante i compensi derivanti dell'attivita' di Sindaco di societa' commerciali non devono essere ricompresi nella base imponibile IRAP in quanto detta attivita' e' svolta senza l'utilizzo della struttura organizzativa propria dello studio professionale.
PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
L'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, istitutivo dell'imposta sulle attivita' produttive (IRAP), stabilisce che "presupposto dell'imposta e' l'esercizio abituale di un'attivita' autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi".
Il successivo art. 3, comma 1, individua l'ambito soggettivo di applicazione dell'imposta e, in particolare, annovera tra i soggetti passivi IRAP "le persone fisiche, le societa' semplici e quelle ad esse equiparate a norma dell'art. 5, comma 3, del predetto testo unico (Tuir) esercenti arti e professioni di cui all'art. 49, comma 1, del medesimo testo unico".
Il rinvio di tale disposizione all'art. 49, comma 1, del Tuir, deve adesso intendersi riferito all'art. 53, comma 1, che, nel Testo unico delle imposte sui redditi attualmente vigente, individua i redditi di lavoro autonomo.
Considerato il tenore letterale del richiamato art. 3, comma 1, del D.lgs. n. 446 del 1997, devono considerarsi esclusi dall'ambito soggettivo di applicazione dell'IRAP, coloro che esercitano un'attivita' di collaborazione coordinata e continuativa, all'epoca fiscalmente inquadrata nell'ambito dell'attivita' di lavoro autonomo di cui all'art. 49, comma 2, lett. a), del Tuir, ovvero tra gli altri redditi di lavoro autonomo diversi da quelli derivanti dall'esercizio di arti e professioni, ed attualmente disciplinata dall'art. 50 del Tuir ("Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente").
In particolare, ai sensi dell'art. 50, comma 1, lett. c-bis), del Tuir, sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente "le somme o i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di societa', associazioni e altri enti con o senza personalita' giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonche' quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attivita' svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto, nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreche' gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attivita' di lavoro dipendente di cui all'art. 49, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell'oggetto dell'arte o professione di cui all'art. 53, comma 1, concernente l'attivita' di lavoro autonomo, esercitata dal contribuente".
In base alla regola generale desumibile dalla disposizione richiamata, i proventi derivanti dai rapporti di collaborazione (compresi quelli tipici derivanti dagli uffici di amministratore, sindaco o revisore di societa') danno luogo a reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Tuttavia, fanno eccezione a tale regola i proventi derivanti da uffici e da collaborazioni connessi ai compiti istituzionali propri dell'attivita' di lavoro dipendente ovvero rientranti nell'oggetto dell'attivita' artistica o professionale esercitata dal contribuente.
In relazione a quest'ultima ipotesi, la disposizione in esame ha affermato quindi un principio di attrazione nella sfera del lavoro autonomo di tutti quei rapporti di collaborazione che siano connessi all'attivita' artistica o professionale esercitata dal contribuente. In forza dell'attrazione, i compensi derivanti dai rapporti di collaborazione, non piu' qualificati fiscalmente quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, devono essere inquadrati tra i redditi di lavoro autonomo di cui all'art. 53, comma 1, del Tuir, ed essere assoggettati alle disposizioni fiscali dettate per i redditi di natura professionale.
Secondo i chiarimenti resi dalla scrivente nella circolare 12 dicembre 2001, n. 105, "la riconduzione dei compensi percepiti per l'attivita' di amministratore, sindaco e revisore di societa' ed enti nella sfera di lavoro autonomo, assume rilevanza anche ai fini della determinazione della base imponibile da assoggettare a tassazione ai fini dell'IRAP dovuta dal professionista e dal committente. Detti compensi, infatti, poiche' rientranti tra i redditi dell'attivita' professionale di cui all'art. 49, comma 1, del Tuir, costituiscono componenti positivi rilevanti ai fini della determinazione della base imponibile dell'IRAP dovuta dal professionista. Per il soggetto erogante, d'altro canto, i compensi corrisposti configurano componenti negativi deducibili ai fini dell'IRAP dovuta".
In sostanza, una volta che, per effetto dell'attrazione prevista all'art. 50, comma 1, lett. c-bis) del TUIR, il provento derivante dall'incarico di sindaco sia stato attratto nell'ambito del reddito di lavoro autonomo prodotto dall'istante, la sussistenza o meno dei presupposti per l'applicazione dell'IRAP va verificata in relazione al complesso dell'attivita' svolta dal professionista. Non e' possibile quindi considerare isolatamente le diverse categorie di compensi e verificare l'esistenza dei requisiti per l'imposizione IRAP (primo fra tutti l'organizzazione) separatamente per ognuna delle predette categorie. I compensi derivanti dall'attivita' di collaborazione, in virtu' della connessione con l'attivita' di lavoro autonomo, confluiscono infatti indistintamente nel complesso del reddito professionale di cui all'art. 53, comma 1, del Tuir, da assoggettare ad IRAP.
Ad avviso della scrivente, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa esclusi dall'IRAP sono soltanto quelli che non rientrano nell'oggetto dell'arte o professione esercitata dal contribuente.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, pertanto, i compensi percepiti dal professionista istante per l'attivita' di sindaco in diverse societa' commerciali concorreranno in quanto redditi di lavoro autonomo alla formazione della base imponibile IRAP.
Le Direzioni Regionali vigileranno affinche' i principi enunciati nella presente risoluzione vengano applicati con uniformita'.

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