La pace fiscale ha attirato l’attenzione di molti contribuenti, i quali passando indenni tra due rottamazioni, guardano con attenzione al nuovo provvedimento.

La riprova di questo interesse è dato da una mail di richiesta di informazioni che abbiamo ricevuto e pubblichiamo anonimizzando alcune parti per evitare ogni pericolo di individuazione.

“Buongiorno,
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
Ho un debito con Agenzia delle Entrate Riscossione per il quale mi è stata notificata una Intimazione di pagamento a Luglio 2018,
per debiti Iva del 2007,2009 di Euro 130.000 circa.
Sto valutando, insieme al mio legale, la possibilità di Impugnare l’Intimazione di Pagamento (ho ceduto le quote della società, una SNC, nel 2009 e
le prime cartelle sono state notificate a partire dal 2010. In buona sostanza non ho ricevuto personalmente NIENTE ed ero impossibilitato
ad avere informazioni dalla SNC non essendo più socio).
Le domande che vorrei porle sono:
– essendo il mio debito riferito all’imposta IVA (imposta comunitaria) ci sono preclusioni per aderire alla cosiddetta “pace fiscale”
– se è prevista la possibilità di aderire alla “pace fiscale” anche nel caso in cui NON ci siano liti in corso con l’agenzia
– se è prevista la possibilità di aderire alla “pace fiscale” nel caso in cui la lite non sia ancora arrivata ad una sentenza di primo grado (come nel mio caso)
– se e previsto un intervallo temporale o una data di Notifica delle cartelle oltre la quale non sarebbe possibile aderire alla “pace fiscale”

Grazie”

Ad oggi non si hanno informazioni sulla pace fiscale sufficientemente dettagliati per rispondere ai suoi quesiti.

Possiamo dire che ad oggi (8 settembre 2018) la pace fiscale non esiste.

A provvedimento approvato, intorno a dicembre se va bene, pubblicheremo qualche articolo sull’argomento.