Avviare una attività è un passo importante che deve essere pianificato anche sotto il profilo della pianificazione fiscale. Si tende a pensare che la pianificazione fiscale possa dare benefici solo alle imprese di medie e grandi dimensioni. Nella realtà il peso che il fisco può avere non deve essere mai sottovalutato oppure non considerato. Uno degli errori più comuni che riscontriamo nei budget delle start-up e delle nuove iniziative imprenditoriali è quello di non aver considerato correttamente il carico di imposte e di contributi.

Vedremo nell’esempio che seguirà, come un freelance che valuti l’avvio di una nuova attività professionale possa valutare l’impatto dei contributi e delle imposte. La percentuale di imposte e contributi che andrà a pagare ogni anno ammonta al 39,68%.

Il beneficio della pianificazione fiscale, soprattutto nelle realtà impenditoriali nuove e quindi ancora più delicate, non consiste solo nella quantificazione del carico fiscale. Il grosso vantaggio della pianificazione consiste nel riuscire a gestire e prevedere quando e in che misura si ha maggiore necessità di liquidità. Il fine ultimo è quello di fare in modo di arrivare preparati alle scadenze di giugno e novembre e quindi di sconfiggere l’effetto “mazzata da F24”.

Di seguito un esempio di professionista freelance che intende avviare una attività di consulenza. Per il regime forfettario e per il codice di attività previsto la legge prevede che le imposte siano calcolate sul 78% di quanto incassato nell’anno. In questo caso il massimo incasso previsto dalla normativa per rimanere nel regime forfettario è pari a euro 30.000. In questo caso specifico il professionista può accedere a una ulteriore aliquota agevolata pari al 5% di imposta: si tratta infatti della prima volta che avvia una attività di questo tipo. Vediamo cosa abbiamo scritto alla nostra cliente sul tema.

Ciao Maria (nome di fantasia),
ti mando alcune informazioni riguardo l’attività di consulenza che intendi avviare.
Per quanto riguarda le imposte previste e che potranno essere da pagare sinteticamente funziona così:
– A gennaio 2018 apri partita iva e fino a giugno 2019 non dovrai pagare imposte
– E’ bene però che durante l’anno cominci a mettere da parte le imposte e i contributi  che ti verranno richiesti a giugno 2019.
– A quanto ammontano le somme richieste ti starai chiedendo:
– Per quanto riguarda le imposte a giugno dovrai versare le imposte su quanto hai incassato dal 1^ gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 più l’acconto delle imposte che saranno dovute su quanto guadagnato dal 1 gennaio 2019 al 30 giugno 2019.

Ecco un esempio di pianificazione fiscale con dei numeri:

Poniamo che INCASSI euro 30.000 in tutto il 2018
Le imposte da pagare a giugno saranno euro 1.638,00 (1.170 x saldo 2018 e 468 come acconto sugli incassi 2019)
I contributi che dovrai pagare all’inps saranno euro 8.893,00 (6486 x saldo 2018 e 2407 come acconto sul 2019). Attenzione: i contributi pagati nel 2019 saranno l’unico costo che potrai detrarti dalla tua attività per l’anno 2019.
A novembre 2019 dovrai versare i secondi acconti (è un acconto di imposta su quanto guadagnato da luglio 2019 a dicembre 2019) sia di imposte pari a euro 702,00 e di contributi inps pari a euro 2407,00.
Dai calcoli riportati sopra comprenderai che per riuscire a saldare in tranquillità le imposte ed i contributi che ti aspettano a giugno 2019 occorre mettere da parte il 25.52% di 30.000 (in modo da mettere da parte per fine dicembre euro 1170+6486).
Stessa cosa dovrai fare nel 2019, ovvero mettere da parte la percentuale di imposte che ti viene chiesto come acconto sia di imposte che di contributi e quindi (468+2407+702+2407=5984) che è pari al 19,94% di 30.000.
Per darti un quadro completo vediamo cosa succede al secondo anno di attività.
Poniamo che anche il secondo anno INCASSI euro 30.000 per il 2019.
A giugno 2020 presenti un’altra dichiarazione e vediamo quali saranno i versamenti.
Per le imposte l’esito sarà: Euro 40 da versare a novembre. Mentre a Giugno non dovrai versare nulla.
Per i contributi a giugno 2020 gli importi dei contributi sono gli stessi dell’anno precedente in quanto il reddito ai fini contributivi non è cambiato e quindi saranno euro 8893 a giugno e 2407 a novembre.
Arrivati al terzo anno e quindi a giugno 2021    gli importi delle imposte (sempre se guadagnerai 30.000) saranno:
Euro 242 come acconto di imposta a giugno ed euro 363 a novembre come acconto di imposta per un totale di euro 605,00
I contributi restano invariati.
I calcoli e l’esempio contengono alcune necessarie semplificazioni e potranno variare sulla base delle differenti aliquote contributive inps o per variazioni normative.
Il quadro tuttavia offre una chiara mappa di quelle che saranno le uscite che dovrai affrontare in termini di imposte.”
Se questo articolo ti è stato utile per comprendere quanto pagherai di imposte condividilo: l’informazione fiscale corretta aiuta le imprese e i professionisti a nascere e crescere.
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