Il regime forfetario, così come modificato dalla legge di stabilità per il 2106, prende forma è diventa un regime molto interessante per alcune categorie di professionisti. In questo articolo mi riferirirò in particolare ai professionisti e ai freelance, esaminando anche gli aspetti contributivi.

Per freelance intendiamo chi fornisce servizi nel settore del terziario avanzato: formatori, creativi, informatici, social media manager, web-designer etc e in genere tutte quelle professioni dove la componente intellettuale è importante.

Esempio di calcolo delle imposte per i primi 3 anni di regime forfettario per professionisti Regime forfettario e pianificazione fiscale

Le semplificazioni del regime forfetario.

Semplificazione ai fini IVA previsti per il regime forfetario:

  • Non devono tenere il registro delle fatture emesse, cioè non devi avere un libro nel quale annotare il numero, la data, il nominativo del cliente e gli importi di ciascuna fattura emessa;
  • Non devono tenere il registro della fatture di acquisto, cioè non devi avere un libro nel quale annotare i dati relativi a ciascuna fattura di acquisto che ricevi;
  • Non devi presentare la Dichiarazione IVA
  • Non devi presentare la Comunicazione Annuale Dati IVA
  • Non devi presentare lo spesometro, ovvero l’elenco degli acquisti e delle vendite, utile all’Agenzia delle Entrate per l’effettuazione di controlli incrociati
  • Nessuna comunicazione per le operazioni effettuate nei confronti di clienti aventi sede, residenza o domicilio in Paesi inseriti nelle Black-list in altre parole Paesi considerati “Paradisi fiscali”.

Da tutti gli adempimenti dai quali si è esclusi puoi avere un’idea di quanto siano numerosi gli adempimenti che un professionista di medie dimensioni è costretto a ottemperare nel corso dell’anno. Per fortuna tutti questi adempimenti vengono svolti dal commercialista, motivo per cui molti free lance non ne sono nemmeno a conoscenza.

Altre semplificazioni importanti ai fini delle imposte sui redditi  sono:

  • Nessun obbligo di indicare in fattura la ritenuta di acconto. Di fatto questo vuol dire percepire l’intero compenso anche quando fai fattura a un’impresa o in genere a un soggetto con partita iva senza subire la decurtazione del 20% a titolo di ritenuta di acconto appunto. Questo è un vantaggio non da poco considerato che il regime forfetario si applica a professionisti che hanno un fatturato (il fatturato per i soggetti nel regime forfetario è in buona sostanza l’importo totale delle fatture emesse e incassate in un anno) massimo di euro 30.000.
  • Allo stesso tempo se ricevi fatture da altri professionisti non devi applicare a loro volta la ritenuta di acconto.

Altra semplificazione è quella di non essere soggetti alla presentazione degli Studi di Settore. Questo vuol dire non essere soggetti a un meccanismo che determina in via presuntiva quale dovrebbe essere il tuo reddito e quale dovrebbe essere la redditività della tua attività. Ciò è un grosso vantaggio proprio in ambito di professioni dove risulta molto difficile valutare quale dovrebbe essere la redditività di una attività creativa, formativa etc. etc. In altre parole un pensiero in meno.

Abbiamo visto quali sono le semplificazioni. Vediamo ora quali sono gli obblighi che un professionista nel regime forfettario deve seguire:

  • Conservare le fatture emesse
  • Conservare la documentazione degli acquisti: fatture, notule etc. etc. Ricordiamoci che in dichiarazione andranno indicati alcuni elementi di costo sostenuti nell’anno, anche se non incideranno sul reddito conseguito.

Quali sono i criteri per accedere al regime forfetario?

Per accedere al regime forfetario occorre verificare i requisiti facendo riferimento all’anno precedente al quale si vuole accedere al regime o si vuole avviare una attività.

  1. Aver conseguito nell’anno precedente un reddito inferiore alla soglia massima prevista per l’attività che si vuole svolgere. Esempio nell’anno 2016 svolgo l’attività di grafico di siti web (codice attività è il 74.10.21). Per accedere al regime forfettario non devo aver superato nel 2016 euro 30.000 in termini di compensi/ricavi, cioè non devo aver fatturato più di 30.000 euro. Sono esclusi dal calcolo del limite gli adeguamenti agli studi di settore.
  2. Il regime forfetario consente al titolare di avvalersi di collaboratori in misura molto limitata. Sempre avendo a riferimento l’esempio del punto 1, il nostro professionista non deve aver corrisposto nell’anno 2016 compensi a titolo di lavoro occasionale o accessorio superiori a Euro 5000,00.
  3. Ulteriore requisito da rispettare si riferisce ai valore dei beni strumentali, che al lordo degli ammortamenti non deve superare euro 20.000,00. E’ importante precisare che per i beni ad uso promiscuo incidono nella misura del 50% rispetto al predetto limite, indipendentemente dall’effettivo utilizzo.  Non concorrono a tale limite i beni inferiori al milione ovvero 516,45 euro.

Regime forfettario e pianificazione fiscale

 

Regime forfettario: cause di esclusione

  • I soggetti che adottano regimi speciali per il calcolo IVA quali ad esempio: Vendita sali e tabacchi, incaricati per la vendita porta a porta, editoria, rivendita beni usati, agenzia viaggi etc. etc.
  • Soggetti non residenti esclusi i paesi membri dell’Unione europea;
  • Soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e relative porzioni o di terreni edificabili ovvero cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi;
  • Non possono aderire coloro che hanno partecipazioni in società di persone, associazioni professionali, Srl che abbiano adottato il regime di trasparenza fiscale.

Sono in ultimo esclusi dal regime forfettario coloro che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilato superiore a Euro 30.000,00. Il limite non opera se nell’anno precedente il rapporto di lavoro è cessato.

Regime forfettario: come segnalare l’adesione al regime

Le modalità di adesione sono differenti a seconda che si sta per avviare una attività economica o se si sta già svolgendo una attività economica.

Nuove iniziative in regime forfettario

Chi inizia un’attività ha l’obbligo di segnalare la volontà di aderire al regime di favore segnalando la propria volontà nel modello di comunicazione apponendo il codice 2 nella casella sotto indicata:

regime forfettario

regime forfettario istruzioni

Modello e istruzioni Partita Iva Persone Fisiche (AA9/12)

 

Regime forfettario: i contributi INPS

I professionisti non godono di nessuna agevolazione sotto il profilo contributivo.

Artigiani e commercianti invece godono di uno sconto sui contributi pari al 35%. Per avere la riduzione sui contributi occorre inviare una apposita domanda di riduzione contributiva.

Quando il regime forfettario fa male al professionista!

Facendo i dovuti calcoli di convenienza il regime forfettario può essere un’ottimo strumento per avviare la propria impresa. Come tutti gli strumenti il suo utilizzo è corretto e fa bene all’impresa se:

  • Il risparmio di imposta viene utilizzato per fare i muscoli in vista dell’ampliamento dell’attività. Il risparmio di imposta conseguito deve essere utilizzato per accrescere le risorse da impiegare nella professione per lo sviluppo della stessa.
  • Si considera tale regime quale strumento temporaneo in vista della futura crescita.

Il regime forfettario invece NON aiuta il professionista quando:

  • viene considerato quale un confine oltre il quale non andare per timore di pagare “troppe” imposte;
  • il vantaggio competitivo derivante da una minore tassazione viene speso e non reimpiegato nella professione;
  • ci si adagia su un livello di incassi e si ferma la necessaria attività che deve mirare alla crescita dell’azienda. Esiste un solo antidoto all’incertezza del futuro professionale ed è quello di non smettere mai di cercare nuove opportunità di crescita che si rifletteranno in maggiori guadagni.

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Se hai intenzione di avviare un’attività oppure la tua attività non rende più come una volta contattaci per valutare l’opzione del regime forfettario e per valutare altre strategie utili.