Quante volte ti è capitato di sentir dire: “Ma sì, se sei dipendente e apri una partita IVA in regime forfettario, i due redditi non si cumulano”? Questa affermazione, tanto diffusa quanto inaccurata, merita di essere chiarita con numeri alla mano per evitare sorprese fiscali.

Un Esempio Concreto: Il Caso di Un Dipendente con Reddito da €25.000

Prendiamo il caso di un dipendente con un reddito annuo lordo di €25.000, riportato al punto 1 della sua Certificazione Unica. Su questo reddito, il dipendente paga tramite le trattenute in busta paga tutte le imposte dovute:

  • IRPEF: €3.765
  • Addizionale regionale: €456
  • Addizionale comunale: €200

In totale, il dipendente paga circa €4.421 in tasse trattenute automaticamente dallo stipendio. Se questo contribuente non ha altre fonti di reddito, la dichiarazione dei redditi non dovrebbe comportare ulteriori versamenti.

Calcolando il tax rate effettivo, comprensivo anche delle addizionali regionali e comunali, l’aliquota reale che il dipendente paga è circa il 17%, ben inferiore al 23% teorico del primo scaglione IRPEF. Ovviamente in questo esempio non si tengono in considerazione i contributi, che ricordiamo sono pagati per 2/3 dal datore di lavoro e per 1/3 dal dipendente. I conteggi contributivi comunque non rientrano nel calcolo delle imposte che il dipendente opera quando presenta la dichiarazione dei redditi.

Cosa Succede con un Reddito da Forfettario?

Ora immaginiamo che lo stesso dipendente decida di avviare un’attività di e-commerce in regime forfettario, che genera un fatturato di €20.000. Essendo in regime forfettario, l’imponibile fiscale si riduce del coefficiente di redditività, portando la base imponibile a €8.000. Su questa base, la tassazione forfettaria (con aliquota del 15%) comporta il pagamento di €1.200 di imposte.

Ma attenzione: l’impatto fiscale non si limita al pagamento delle tasse forfettarie. Bisogna considerare l’effetto del nuovo reddito sulle detrazioni per il lavoro dipendente.

Come Cambia la Tassazione sul Reddito da Lavoro Dipendente?

Con l’aggiunta del reddito da forfettario, il reddito complessivo del contribuente aumenta, riducendo le detrazioni spettanti per il lavoro dipendente. Di conseguenza, l’IRPEF sul reddito da dipendente passa da €3.765 a €4.409, comportando un versamento aggiuntivo di circa €644.

In sintesi, pur mantenendo l’aliquota IRPEF sul reddito da lavoro dipendente invariata, l’aumento del reddito complessivo derivante dal forfettario incide sulle detrazioni. Il risultato è una maggiore imposta IRPEF da pagare, in parte compensata dalle minori detrazioni per il lavoro dipendente.

La Lezione da Trarre: Pianificazione e Calcoli Precisi

Se stai pensando di affiancare un’attività di e-commerce in regime forfettario al tuo reddito da lavoro dipendente, è fondamentale eseguire dei calcoli accurati. Solo prevedendo l’impatto fiscale complessivo puoi evitare sorprese e ottimizzare la tua situazione fiscale. Certamente l’impatto che ha il regime forfetario sulla tassazione da dipendente è molto minore del cumulo che si avrebbe se facessimo un esempio di reddito da dipendente + reddito in regime semplificato.

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Molte persone rinunciano a svolgere una attività con partita iva per arrotondare lo stipendio che percepiscono perché non effettuano correttamente i calcoli di convenienza. Purtroppo a perdere opportunità di guadagno sono sia coloro che hanno un reddito inferiore a 30.000 euro e che quindi possono accedere al regime forfetario e sia coloro che hanno redditi superiori a 30.000 euro e che temono il cumulo dei redditi. In realtà con l’apertura della partita iva soprattutto in regime ordinario/semplificato, in luogo del forfetario, possono ottenersi importanti vantaggi fiscali e si può riuscire a mantenere un reddito aggiuntivo allo stipendio. Chi ha un reddito da lavoro dipendente ha un importante vantaggio concorrenziale rispetto a chi ha solo una partita iva, ovvero può non pagare i contributi fissi per la gestione commercio che è pari a euro 4.000 circa all’anno. Sebbene i contributi siano deducibili rappresentano comunque una uscita finanziaria fissa che non sempre è maggiore dei ricavi che si conseguono con una attività collaterale svolta per arrotondare.