Chi vende online in più Paesi dell’Unione europea conosce bene il problema di aprire e gestire posizioni IVA in diversi Stati. Con il regolamento di esecuzione UE n. 2026/1869 del 27 luglio 2026, la Commissione europea ha definito le regole tecniche e amministrative per attuare la registrazione IVA unica (Single VAT Registration), uno dei pilastri del pacchetto VAT in the Digital Age (ViDA). Non è ancora il momento di cambiare nulla, ma il calendario ora è più chiaro: prime novità dal 2027 e piena applicazione dal 1° luglio 2028. Vediamo cosa prevede il provvedimento e come conviene prepararsi da qui ad allora.

Cosa ha stabilito il regolamento UE 2026/1869?

Il regolamento di esecuzione interviene sugli aspetti operativi della registrazione IVA unica: aggiorna le regole su registrazione, dichiarazioni e scambio dei dati tra amministrazioni per i regimi dello sportello unico (OSS e IOSS) e per i trasferimenti di beni propri tra Stati membri. In sostanza, mette a terra i dettagli tecnici necessari perché il sistema funzioni in modo uniforme nei diversi Paesi. È un tassello di attuazione, non una nuova imposta: serve a rendere applicabile un principio già deciso con il pacchetto ViDA, cioè ridurre il numero di registrazioni IVA che un’impresa deve aprire per operare in più Stati.

Cosa cambia per chi vende online in più Paesi UE?

L’obiettivo dichiarato della riforma è ridurre la necessità di aprire una posizione IVA in ogni Stato in cui si vende. Oggi un venditore che supera le soglie o detiene stock in più Paesi può trovarsi costretto a più registrazioni nazionali. Con l’estensione dello sportello unico e l’arrivo della registrazione unica, una quota maggiore di operazioni potrà essere dichiarata e versata attraverso un solo portale, nello Stato di identificazione. Per un e-commerce che spedisce in tutta Europa o che usa la logistica dei marketplace in più Paesi, significa, a regime, meno adempimenti nazionali paralleli. È un cambiamento strutturale, ma graduale: le regole entrano in vigore per fasi.

Il calendario: cosa arriva nel 2027, nel 2028 e nel 2030?

Le misure del pacchetto hanno tempi scaglionati. È utile tenere a mente le tappe principali che riguardano chi vende online, per pianificare senza allarmismi ma anche senza farsi trovare impreparati.

Data Cosa entra in vigore
1° gennaio 2027 Ampliamento dell’ambito dello sportello unico (OSS)
1° luglio 2028 Avvio della registrazione IVA unica (Single VAT Registration)
1° gennaio 2030 Obbligo per le piattaforme di riscuotere e versare l’IVA quando i venditori operano tramite esse

Il regolamento appena pubblicato riguarda soprattutto la parte tecnica e amministrativa che accompagna queste tappe. In Italia, il decreto di recepimento del pacchetto è stato posto in consultazione pubblica dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel giugno 2026: i dettagli nazionali, quindi, sono ancora in via di definizione e andranno seguiti nei prossimi mesi.

Cosa puoi fare adesso per farti trovare pronto?

Non c’è nulla da fare con urgenza, ma qualche verifica anticipata evita affanni. È il momento di mappare in quali Paesi si vende davvero e con quali volumi, di censire le eventuali posizioni IVA estere già aperte e i relativi costi di gestione, e di controllare che l’anagrafica e i dati di vendita per Paese siano ordinati e ricavabili dai sistemi. Chi usa la logistica dei marketplace in più Stati farà bene a verificare dove detiene stock, perché è uno degli elementi che oggi genera obblighi locali. Arrivare al 2027-2028 con questa fotografia già pronta permette di sfruttare le semplificazioni appena diventano operative, invece di rincorrerle.

In sintesi

  • Il regolamento UE 2026/1869 del 27 luglio 2026 definisce le regole tecniche della registrazione IVA unica (ViDA).
  • Obiettivo: ridurre il numero di posizioni IVA da aprire per vendere in più Paesi UE.
  • Calendario: OSS ampliato dal 1° gennaio 2027, registrazione unica dal 1° luglio 2028, piattaforme dal 1° gennaio 2030.
  • In Italia il decreto di recepimento è in consultazione dal giugno 2026.
  • Utile fin da ora mappare Paesi di vendita, posizioni IVA estere e luoghi di stock.

Domande frequenti

Devo fare qualcosa subito per la registrazione IVA unica?

No. Le misure entrano in vigore per fasi tra il 2027 e il 2030. Ora è utile solo preparare la fotografia delle proprie vendite e posizioni IVA nei diversi Paesi.

La registrazione unica sostituisce l’OSS?

No, lo integra. Lo sportello unico viene prima ampliato e poi affiancato dalla registrazione IVA unica, che estende la logica del portale unico a più operazioni.

Cosa cambia per chi vende sui marketplace?

Dal 1° gennaio 2030 le piattaforme saranno tenute a riscuotere e versare l’IVA quando i venditori operano attraverso di esse, in un numero maggiore di casi rispetto a oggi.

Le regole italiane sono già definite?

Non del tutto. Il decreto di recepimento è stato posto in consultazione pubblica dal MEF nel giugno 2026 e i dettagli nazionali vanno seguiti nei prossimi mesi.

Per approfondire

La registrazione IVA unica si inserisce in una riforma più ampia dell’IVA per l’e-commerce, che tocca sportello unico, soglie di vendita a distanza e ruolo delle piattaforme. Sul blog trovi gli approfondimenti dedicati al regime OSS e alle vendite intracomunitarie, e nella diretta del mattino commentiamo gli aggiornamenti man mano che le regole nazionali prendono forma. Seguire i passaggi con anticipo è il modo migliore per capire cosa toccherà davvero alla tua attività e quando.