Introduciamo per la prima volta un articolo di carattere fiscale che cerca di spiegare in modo semplice come comportarsi e cosa fare quando si ha un accordo tra una azienda ed un altro soggetto che vende per conto nostro i prodotti nel negozio. Può capitare di essere avvicinati da persone che con “fantasia” cercando di proporre a chi ha negozi tradizionali, forme di collaborazione. Si ritiene sbagliando, che queste forme di collaborazione non vengano poi prese in considerazione in caso di verifiche fiscali. Vediamo, spiegato in modo semplice e non tecnico cosa è successo nei fatti, e poi vedremo cosa non è piaciuto all’agenzia delle entrate.
Questi sono i fatti, così come ricostruiti nella sentenza di Cassazione a cui sono arrivate le parti:
- Bianchi SAS (una società di vendita al dettaglio) vendeva merci al Sig. Rossi.
- Il Sig. Rossi operava su eBay in questo modo:
- Andava nei negozi di Bianchi SAS
- Sceglieva la merce e la fotografava
- Inseriva annunci di vendita su eBay
- Gestiva le vendite tramite il negozio online
- Si occupava delle spedizioni ai clienti
- Riceveva il pagamento dai clienti
- Girava il ricavato a Bianchi SAS, trattenendo una provvigione del 15%
- Bianchi SAS fissava il prezzo di vendita della merce.
- Bianchi SAS emetteva scontrini fiscali per la merce prelevata dal Sig. Rossi, ma non emetteva fatture.
- Il Sig. Rossi operava con un numero di partita IVA diverso da quello di Bianchi SAS.
- I pagamenti dei clienti affluivano su un conto PayPal intestato alla Sig.ra Verdi, non meglio identificata.
- L’Agenzia delle Entrate ha contestato questo metodo di operare, ritenendo che ci fosse un’evasione di imposta.
- L’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro Bianchi SAS, recuperando a tassazione un maggior imponibile di 88.395 euro, con conseguenti maggiori imposte IRAP e IVA.
- Bianchi SAS ha contestato l’accertamento, sostenendo di aver operato correttamente emettendo scontrini fiscali per le vendite al Sig. Rossi.
- La controversia si è incentrata sulla natura del rapporto tra Bianchi SAS e il Sig. Rossi, se fosse una semplice vendita al dettaglio o un contratto di commissione (mandato per la vendita).
Cerchiamo di spiegare il motivo per cui l’Agenzia delle Entrate ha richiesto queste somme e cosa è stato considerato sbagliato nel comportamento delle parti:
- Il problema principale: L’Agenzia delle Entrate ritiene che Bianchi SAS e il Sig. Rossi abbiano gestito le loro transazioni in modo fiscalmente scorretto, portando a una presunta evasione di imposte.
- Cosa ha fatto Bianchi SAS che è stato considerato sbagliato:
- Ha emesso solo scontrini fiscali per la merce venduta al Sig. Rossi, trattando queste vendite come normali vendite al dettaglio.
- Non ha emesso fatture per queste transazioni.
- Non ha considerato queste operazioni come un “passaggio di beni” a un intermediario (il Sig. Rossi), che avrebbe richiesto un trattamento fiscale diverso.
- Cosa ha fatto il Sig. Rossi che è stato considerato problematico:
- Ha operato come se fosse un intermediario indipendente, vendendo su eBay merce di Bianchi SAS.
- Ha utilizzato una partita IVA diversa da quella di Bianchi SAS per queste operazioni.
- Ha gestito i pagamenti attraverso un conto PayPal intestato a una terza persona (la Sig.ra Verdi).
- Perché l’Agenzia delle Entrate ha richiesto queste somme:
- L’Agenzia ritiene che queste operazioni non fossero semplici vendite al dettaglio, ma un tipo di transazione chiamata “contratto di commissione”.
- In un contratto di commissione, il passaggio di beni dal committente (Bianchi SAS) al commissionario (Sig. Rossi) è considerato una cessione di beni ai fini IVA.
- Questo tipo di transazione richiede un trattamento fiscale diverso, con l’emissione di fatture e il pagamento di IVA su questi passaggi di merce.
- Non avendo trattato le transazioni in questo modo, l’Agenzia ritiene che ci sia stata un’evasione di imposta.
- Le somme richieste:
- L’Agenzia ha calcolato che c’è stato un maggior imponibile di 88.395 euro non dichiarato.
- Su questa somma, ha richiesto il pagamento di maggiori imposte IRAP e IVA.
In sostanza, l’Agenzia delle Entrate sostiene che Bianchi SAS e il Sig. Rossi abbiano operato come se fossero in un rapporto di commissione (intermediazione), ma hanno trattato fiscalmente le loro transazioni come semplici vendite al dettaglio, portando a una presunta evasione di imposte.
In pratica Rossi faceva finta di essere un privato che acquistava merce, mentre in realtà era un rivenditore della merce di Bianchi SAS. Ciò ha importanti conseguenze di carattere fiscale. Probabilmente Rossi pensava, chi ci scoprirà mai, a me fai scontrino, i soldi te li faccio arrivare da Paypal intestato peraltro ad una persona diversa da Rossi…e invece come vedete sono tutti finiti in tribunale.
Una consulenza preventiva da parte di un commercialista esperto in fiscalità dell’e-commerce avrebbe potuto guidare Bianchi SAS e il Sig. Rossi nella corretta strutturazione del loro rapporto commerciale e nella gestione fiscale delle vendite online, evitando così le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e le conseguenti richieste di pagamento di imposte aggiuntive.