La risposta all’interpello n. 181/2024, che potete trovare sul sito Agenzia delle Entrate, riguarda un tema piuttosto attuale: la dichiarazione delle cripto-attività, con un focus particolare sull’imposta di bollo. Il nostro contribuente, che chiameremo “Istante”, detiene bitcoin presso una società italiana iscritta nel Registro Operatori Valute Virtuali. Fin qui tutto regolare, tanto che l’Istante ha diligentemente dichiarato i suoi bitcoin nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi e pagato la sua imposta di bollo di ben €26,07 (giusto per essere precisi!). Però, a un certo punto, si è chiesto: “Devo continuare a dichiarare tutto questo nel Quadro RW? E soprattutto, devo pagare un’altra imposta sul valore delle mie cripto-attività?”.
L’opinione dell’Istante
L’Istante ha le idee abbastanza chiare: secondo lui, deve sì dichiarare i suoi bitcoin, visto che non ha affidato alla società il compito di agire come sostituto d’imposta. Però pensa anche che l’imposta sul valore delle cripto-attività non dovrebbe riguardarlo, perché ha già pagato l’imposta di bollo. E non finisce qui: qualora dovesse pagare anche quest’altra imposta, vorrebbe almeno escludere dalla base imponibile gli euro temporaneamente presenti a fine anno. Perché? Beh, si tratta solo di ordini di acquisto o vendita non ancora eseguiti, quindi, secondo lui, non dovrebbero contare.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate
Ed ecco che arriva la risposta ufficiale, chiara e diretta: l’Agenzia delle Entrate conferma che, con le novità introdotte dalla legge di bilancio 2023, tutte le cripto-attività, e non solo le criptovalute, devono essere dichiarate nel Quadro RW. Questo vale indipendentemente da dove si trovano (Italia o estero) e da come vengono usate (anche se sono solo in custodia). Quindi, l’Istante dovrà continuare a compilare il Quadro RW, barrando la colonna “solo monitoraggio”. Ma c’è una buona notizia: l’imposta sul valore delle cripto-attività non si applica al nostro Istante, perché la sua fidata società italiana ha già applicato l’imposta di bollo. Dunque, nessun ulteriore onere fiscale sulle cripto-attività. Evviva!
Quanto agli euro temporaneamente parcheggiati nel suo conto a fine anno, l’Agenzia fa un’ulteriore precisazione: non devono essere inclusi nel Quadro RW, perché non si tratta di un vero e proprio prodotto finanziario, né sono detenuti in un conto estero.
Conclusione
In definitiva, il nostro Istante può dormire sonni tranquilli: basta che dichiari i suoi bitcoin per il solo monitoraggio e che si ricordi che, per il momento, altre imposte non lo riguardano. Però, l’Agenzia avverte che, come sempre, tutto è basato sui documenti presentati. Quindi, occhi aperti: in caso di controlli, la situazione potrebbe cambiare!