L’ISTAT ha pubblicato uno studio sugli effetti della riforma fiscale sulle società. Ne esce una analisi che evidenzia punti negativi per gli imprenditori, pur senza voler esprimere un giudizio, alla fine per un imprenditore ciò che conta è avere una tassazione più leggere o almeno avere servizi infrastrutturali migliori di quanto siano ora. In questo studio ISTAT si concentra sugli effetti della riforma fiscale sulla tassazione delle società. Ecco in sintesi cosa emerge.

ll documento “Microsimulazioni imprese 2024” non esprime un giudizio esplicitamente negativo o positivo sulle recenti modifiche normative; piuttosto, fornisce un’analisi dettagliata degli effetti attesi delle nuove misure fiscali introdotte nel 2024. Tuttavia, dall’analisi dei dati emergono diversi punti critici:

  1. Aumento del carico fiscale: Le simulazioni mostrano che le modifiche normative comporteranno un aumento significativo del prelievo IRES, stimato al 10,2% nel 2024. Questo aumento sarà particolarmente gravoso per le imprese dei servizi e quelle economicamente vulnerabili, con alcune che vedranno un aumento del prelievo IRES oltre il 20%.
  2. Penalizzazione delle imprese innovative e dinamiche: L’eliminazione dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE) penalizzerà soprattutto le imprese più grandi, solide e dinamiche, che in passato avevano beneficiato di questa deduzione. Queste imprese vedranno un aumento dell’aliquota effettiva IRES di un punto percentuale, mentre le imprese che non avevano beneficiato dell’ACE vedranno una riduzione dell’aliquota di 0,8 punti percentuali.
  3. Favorire l’indebitamento: L’eliminazione dell’ACE rende il ricorso al capitale proprio più oneroso rispetto al capitale di terzi, incentivando così le imprese a preferire l’indebitamento piuttosto che la patrimonializzazione. Questa parte dello studio appare poco convincente. La scelta del capitale da impiegare è condizionata da molte scelte tale per cui la convenienza ne è realmente una minima parte.
  4. Effetti limitati delle nuove deduzioni: La nuova deduzione per il costo del lavoro in caso di nuove assunzioni interesserà solo il 5,6% delle imprese, riducendo il cuneo fiscale sul lavoro di uno 0,9% medio. Questo beneficio sarà percepito soprattutto dalle piccole imprese e da quelle in difficoltà economiche.

In sintesi, mentre il documento non esprime un giudizio diretto, l’analisi delle conseguenze delle modifiche normative mette in luce diversi aspetti negativi, soprattutto in termini di aumento del carico fiscale per molte imprese e di effetti limitati delle nuove deduzioni per le assunzioni.

E tu che sei un imprenditore che impressione hai? Le tasse aumentano o diminuiscono sulla tua società? In questi anni qual è il trend?