L’eCommerce è un settore in forte crescita che attira sempre più persone desiderose di avviare un’attività online. Tuttavia, quando si tratta di aprire la partita IVA per gestire un eCommerce, circolano molti luoghi comuni e false credenze. In questo articolo faremo chiarezza, sfatando i principali miti e fornendo informazioni corrette per chi vuole intraprendere questa strada in modo consapevole.
Indice dei contenuti
- 1 Mito 1: La partita IVA per eCommerce non è obbligatoria
- 2 Mito 2: L’eCommerce si può gestire con il regime forfettario
- 3 Mito 3: Per l’eCommerce è obbligatorio costituire una società
- 4 Mito 4: L’eCommerce è obbligato a emettere lo scontrino elettronico
- 5 Mito 5: Con l’eCommerce si applicano aliquote IVA speciali
- 6 Infine
Mito 1: La partita IVA per eCommerce non è obbligatoria
Partiamo da uno dei falsi miti più diffusi: che non sia necessario aprire la partita IVA per vendere online. In realtà, la normativa italiana prevede l’obbligo di aprire la partita IVA per chiunque eserciti abitualmente e in modo non occasionale un’attività d’impresa finalizzata alla vendita di beni o servizi. Ciò vale anche se l’attività è svolta esclusivamente online tramite un eCommerce.
L’unica eccezione è rappresentata da chi vende in modo sporadico beni usati di proprietà, senza però acquistare merce da rivendere ovvero senza svolgere l’attività in modo continuativo e professionale. In tal caso si può evitare l’apertura della partita IVA, in altre parole puoi svuotare il tuo armadio di cose usate per intenderci.
Mito 2: L’eCommerce si può gestire con il regime forfettario
Altro mito da sfatare è che il regime forfettario sia sempre la soluzione migliore per gestire un eCommerce con partita IVA. Il regime forfettario consente certamente di beneficiare di una tassazione agevolata al 5% (o 15% dopo i primi 5 anni), di una contabilità super semplificata e dell’esonero dalla fatturazione elettronica.
Tuttavia, il forfettario pone dei limiti che possono mal conciliarsi con la gestione di un eCommerce:
- Il tetto di ricavi annui è fissato a 85.000 euro per il commercio. Superata tale soglia, si passa obbligatoriamente al regime ordinario.
- Se è vero che sulle vendite non applichi l’iva, al tempo stesso non si può scaricare l’IVA sugli acquisti. Considerata l’IVA al 22% su gran parte dei beni rivendibili tramite eCommerce, il mancato recupero dell’imposta può ridurre sensibilmente i margini.
Dunque il forfettario è consigliato solo per eCommerce di piccole dimensioni, con vendite limitate al mercato italiano. Negli altri casi è preferibile optare da subito per il regime ordinario.
Mito 3: Per l’eCommerce è obbligatorio costituire una società
C’è chi sostiene che per aprire un eCommerce con partita IVA serva necessariamente costituire una società di capitali come la SRL. Non è affatto vero: si può benissimo svolgere l’attività come ditta individuale o lavoratore autonomo titolare di partita IVA.
Certo, costituire una società offre alcuni vantaggi come la responsabilità limitata e una maggiore credibilità sul mercato. Tuttavia comporta anche adempimenti e costi molto più elevati (contabilità completa, bilanci, dichiarazioni più complesse). Per chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’eCommerce, iniziare l’attività in forma individuale è sicuramente la strada più semplice ed economica.
Mito 4: L’eCommerce è obbligato a emettere lo scontrino elettronico
Altro mito da sfatare è che i titolari di eCommerce con partita IVA siano obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri tramite registratore telematico, il cosiddetto “scontrino elettronico”. In realtà, tale obbligo non è previsto per gli e-commerce, ma occorre gestire con attenzione e con un commercialista specializzato in e-commerce tale eccezione.
Attenzione dunque a gestire correttamente tali casistiche per non incorrere in sanzioni.
Mito 5: Con l’eCommerce si applicano aliquote IVA speciali
Ultimo mito da sfatare è che alle vendite effettuate online si applichino aliquote IVA diverse o più convenienti rispetto a quelle ordinarie. Non esiste alcun trattamento agevolato riservato all’eCommerce: l’IVA applicabile segue le regole ordinarie a seconda della tipologia di beni ceduti.
In generale, nel regime ordinario e/o semplificato si applica l’IVA al 22% su gran parte dei beni che tipicamente sono venduti online (abbigliamento, elettronica, oggettistica, ecc.). Per determinati beni come gli alimentari si può applicare l’IVA al 4% o al 10%, esattamente come avviene nei negozi fisici. Dunque attenzione a non farsi fuorviare da chi prospetta aliquote IVA speciali per l’eCommerce, si tratta di un falso mito.
Infine
I falsi miti sulla partita iva sono tanti e i falsi miti sulla partita iva per eCommerce sono ancora di più.
Come abbiamo visto, sulla partita IVA per eCommerce circolano molte inesattezze e falsi miti che è bene conoscere e smascherare. L’apertura della partita IVA è un adempimento inevitabile per chi vuole fare eCommerce in modo continuativo, ma non è necessario costituire subito una società.
Il regime forfettario non sempre è il più adatto a questa tipologia di attività, specie se si vende all’estero. L’esonero dallo scontrino elettronico non opera in molti casi che riguardano gli eCommerce. Infine, non esistono agevolazioni IVA ad hoc per il commercio elettronico.
Puoi consultare questo articolo Fatturazione Elettronica per eCommerce: Obblighi e Vantaggi – Guida Completa
Chi vuole avviare un’attività di vendita online, dunque, farebbe bene ad affidarsi al supporto di un commercialista esperto del settore, per impostare da subito nel modo corretto la gestione contabile e fiscale ed evitare così spiacevoli sorprese. Solo così l’avventura nell’eCommerce potrà rivelarsi davvero un successo! Contattaci per muoverti al meglio con il tuo e-commerce.