Per dormire sonni tranquilli occorre pianificare gli aspetti fiscali di una operazione. Vediamo un quesito che ci è giunto, dove chi ha ottenuto un lauto guadagno, ora rischia di perdere il guadagno e restare nel dubbio di una qualsiasi verifica fiscale messa in atto da ben due paesi a suo danno.

Salve, una breve premessa, vivo e risiedo nel Regno Unito stabilmente da diversi anni (regolarmente registrato all’AIRE). Di seguito i punti principali della questione:

  • nel 2019 ho ceduto un database di professionisti del settore sanitario ad una società operante nel campo delle ricerche di mercato –
  • La società acquirente opera e ha sede negli Stati Uniti. Il database è stato da me creato durante il corso della mia attività lavorativa nel Regno Unito. La vendita è stata effettuata da un avvocato da me incaricato. L’avvocato che ha concluso il contratto di vendita (a suo nome ma per mio conto) opera e risiede in Italia
  • il pagamento del prezzo concordato è stato corrisposto in sette rate mensili. La prima ad agosto 2019, l’ultima in data 31.12.2019, con accredito sul conto corrente del professionista. – L’intera somma è rimasta depositata sul conto corrente del professionista per l’intero 2019
  • nel corso dell’ anno 2020 (a febbraio per l’esattezza) ho richiesto al professionista (con il quale al momento del conferimento dell’incarico stipulai un accordo verbale) che l’intera somma venisse trasferita su di un mio conto a intestato. Il professionista, che nel frattempo ha versato sul mio conto il 50% del totale, prima di trasferire la rimanente somma, chiede che mi impegni (tramite scrittura privata) a garantirlo personalmente ed eventualmente con il mio patrimonio da ogni conseguenza civile e fiscale a cui il professionista dovesse essere esposto in conseguenza e per l’effetto della sottoscrizione del contratto di vendita che ha concluso a suo nome ma per mio conto, e in forza del quale ha ricevuto il pagamento del prezzo pattuito con la società estera.
  • I dubbi che avrei bisogno di chiarire sono:
    1. nel momento in cui riceverò l’intera cifra dovrò dichiararla in Italia o nel Regno Unito dove risiedo?
    2. se in Italia, posso dichiarare il redito come percepito nel 2020, e quindi nel 2021?
    3. assumendo che il capitale sia tassabile in Italia, nel caso di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate al professionista, cosa posso fare per tutelare il professionista e me stesso da eventuali conseguenze civili e fiscali?
    4. se nel Regno Unito, nel caso di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate al professionista (o a me direttamente), cosa posso fare per tutelare il professionista e me stesso da eventuali conseguenze civili e fiscali? In poche parole, vorrei evitare la doppia tassazione – e quindi di pagare sia in Italia che nel Regno Unito – ma anche e soprattutto proteggermi dai possibili rischi e conseguenze a cui mi potrei trovare esposto nei confronti del professionista (o della stessa Agenzia delle Entrate) nel caso di un possibile controllo. Grazie in anticipo per l’aiuto.

Risposta: in questi come, in altri casi così complessi, non è possibile fornire una consulenza senza visionare i contratti e i documenti che sono alla base. Possiamo fare sulla base del quesito alcune osservazioni di utilità generale:

  • Certamente operare una vendita di un qualsiasi prodotto o servizio senza preoccuparsi di come e quando inciderà la tassazione, non è il miglior modo per procedere. Sarebbe come se un commerciante vendesse un prodotto senza sapere se potrà guadagnare o perdere dalla vendita.
  • Lo stesso professionista che è intervenuto nella vicenda, pur non essendo un commercialista, avrebbe dovuto interessarsi agli aspetti fiscali della vicenda, sia per tutelare il suo cliente al meglio, che per tutelare la sua stessa professione. Una qualsiasi manleva da parte del cliente, potrà certamente tenere indenne il professionista dalle eventuali sanzioni fiscali, ma non certamente da eventuali conseguenze penali, raddove ravvisabili.
  • In conclusione è bene contattare PRIMA un commercialista, nel caso specifico meglio due, uno inglese e uno italiano, in modo da prospettare dalla fase della progettazione, quali sono i rischi fiscali a cui si va incontro, quali sono le giurisdizioni fiscali interessate, e per poter introdurre nel contratto medesimo quelle accortezze che giuridicamente consentono la tutela della convenienza economica dell’intera operazione.

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