C’era una volta una novità fiscale che fece molto discutere: il Concordato Preventivo Biennale sui redditi per gli anni 2024 e 2025. La questione, solitamente lontana dal mondo dei medici e dei dentisti, stavolta li tocca da vicino, offrendo un’opportunità interessante per chi vuole gestire meglio la propria pressione fiscale. Ma cosa significa aderire al concordato e, soprattutto, può davvero convenire?

Questa guida si propone di accompagnarti alla scoperta di questa nuova misura fiscale, studiandone i vantaggi, i costi e le implicazioni. Sei un medico, un dentista, o un libero professionista del settore sanitario? Continua a leggere per scoprire se il concordato preventivo fa al caso tuo.


Che Cos’è il Concordato Preventivo Biennale?

Il Concordato Preventivo Biennale è una sorta di “patto” tra contribuente e Agenzia delle Entrate, mirato a stabilire anticipatamente i redditi da dichiarare e le imposte da pagare per i prossimi due anni. Questo accordo consente, in breve, di “congelare” la propria posizione fiscale, evitando sorprese future in termini di accertamenti tributari. L’adesione è aperta a chi possiede una partita IVA ordinaria e, per il 2024, anche a chi opera con il regime forfettario, benché per questi ultimi si tratti di un’applicazione sperimentale.

Quanto si Può Risparmiare?

Ecco il punto cruciale: il risparmio fiscale. Il concordato funziona così: l’Agenzia delle Entrate propone un reddito che sarà tendenzialmente più alto di quello dichiarato l’anno precedente. Chi accetta questa proposta è esentato dagli accertamenti tributari per il biennio 2024-2025, e le imposte sui redditi superiori al concordato verranno calcolate con un’aliquota agevolata.

Per i contribuenti in regime ordinario, la tassazione sostitutiva sull’eccedenza varia tra il 10% e il 15%. Invece, per i forfettari, l’aliquota scende al 10%, se normalmente pagano il 15%, e al 3% se pagano il 5%. Facciamo un esempio pratico: immagina un professionista in regime forfettario che dichiara 30.000 euro nel 2023. Se aderisce al concordato per 38.000 euro, ma realizza un reddito di 43.000, sugli 8.000 euro eccedenti pagherà solo il 10% invece del 15%, risparmiando così diverse centinaia di euro. Ovviamente per le somme da 38.000 a 43.000 non pagherai nulla avendo aderito al concordato preventivo.

Come Viene Calcolata la Proposta?

Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, non ci sono comunicazioni dirette dall’Agenzia delle Entrate. Per scoprire il reddito proposto, è necessario accedere alla propria dichiarazione precompilata e utilizzare un apposito software, reperibile sul sito dell’Agenzia stessa. Questo passaggio può risultare complicato, soprattutto per chi non ha familiarità con i meccanismi fiscali: ecco perché, spesso, è consigliabile rivolgersi al proprio commercialista per valutare con precisione la convenienza dell’adesione.

Quando Conviene Aderire al Concordato?

La decisione di aderire al concordato non è sempre automatica. In linea generale, chi ha un reddito stabile potrebbe non essere particolarmente interessato, dato che non vedrebbe vantaggi immediati. Tuttavia, per chi si aspetta un incremento significativo del proprio reddito – come un medico di famiglia che potrebbe ricevere arretrati dal nuovo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) – aderire al concordato potrebbe rappresentare una soluzione interessante per ridurre la pressione fiscale su questi guadagni extra.

Sanatoria per i Redditi non Dichiarati dal 2018 al 2022

Per rendere il concordato preventivo ancora più interessante, il governo ha introdotto una sanatoria sugli eventuali redditi non dichiarati dal 2018 al 2022, accessibile esclusivamente a chi decide di aderire al concordato. Questa sanatoria, prevista dal cosiddetto “decreto omnibus”, permette di regolarizzare il passato fiscale con un ravvedimento speciale, aprendo una porta interessante per chi, per vari motivi, potrebbe aver omesso qualche dichiarazione negli anni scorsi.

Implicazioni Previdenziali: Il Concordato non Incide sui Contributi

Dal punto di vista previdenziale, la scelta di aderire al concordato preventivo non produce effetti. Le casse di previdenza dei liberi professionisti, come l’Adepp, hanno chiarito che l’adesione al concordato non altera i contributi dovuti, che continueranno a basarsi sul reddito effettivo e non su quello concordato. In altre parole, medici e odontoiatri dovranno comunque pagare la Quota B sui guadagni reali, senza alcuna riduzione.

Conclusione: Il Concordato è la Scelta Giusta per Te?

Se sei un medico o un dentista e stai valutando il concordato preventivo, è fondamentale considerare con attenzione i possibili benefici e i costi. La convenienza dipende strettamente dalla tua situazione personale e dalle tue aspettative future di reddito. Ad esempio, se ti aspetti un aumento di guadagni per via di arretrati o nuove entrate, il concordato può aiutarti a gestire al meglio la tua situazione fiscale e prevenire brutte sorprese. Tuttavia, il processo richiede una valutazione accurata, possibilmente con l’aiuto di un commercialista esperto.

Per qualsiasi dubbio o per una consulenza su misura, il nostro studio è a disposizione. Puoi contattarci direttamente tramite il form di contatto oppure prenotare una consulenza al seguente link.

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