Negli ultimi tempi, il ruolo degli influencer nel panorama commerciale ha attirato l’attenzione non solo del pubblico ma anche delle istituzioni legali. Un esempio emblematico di questa attenzione è la recente sentenza del Tribunale di Roma che ha riguardato una società che utilizzava influencer per promuovere i propri prodotti. Questa decisione ha suscitato molte discussioni, soprattutto su piattaforme come TikTok, dove si è diffusa la notizia che gli influencer potrebbero dover iscriversi alla Enasarco e quindi essere considerati agenti rappresentanti. Tuttavia, è importante chiarire alcune questioni fondamentali alla luce della sentenza.

La Sentenza del Tribunale di Roma

La sentenza del Tribunale di Roma si è pronunciata su un caso specifico in cui una società era stata portata in tribunale dagli ispettori della Enasarco. Questi ultimi richiedevano che gli influencer impiegati dalla società fossero inquadrati come agenti rappresentanti. Per comprendere appieno la portata di questa decisione, è essenziale analizzare le caratteristiche richieste affinché un influencer possa essere considerato un agente rappresentante. E’ inoltre importante avere ben presente che il Tribunale nella sua sentenza non definisce l’inquadramento fiscale e contributivo che deve essere applicato agli influencer, bensì ha semplicemente deciso se nel CASO SPECIFICO, ci fossero oppure no i requisiti per i quali la SOCIETA’ che ha impiegato nello svolgimento della propria attività commerciale, degli influencer, avrebbe dovuto iscriverli nella gestione Enasarco. Più precisamente la sentenza ha analizzato sia i contratti che i fatti, per come fossero desumibili dalle prove presentate, per stabilire se il contratto tra le parti fosse o meno riconducibile all’articolo 1742 del codice civile che regola il contratto di Agenzia.

Caratteristiche del Rapporto tra Influencer e Società

Secondo la sentenza, non basta che un influencer riceva compensi proporzionali alle vendite generate, ad esempio tramite l’uso di codici sconto. Perché un influencer sia considerato un agente rappresentante, deve esistere un rapporto costante, fisso e diretto con la società, simile a quello di un agente monomandatario. Questo implica una collaborazione unica e esclusiva con una sola società. Inoltre, ci sono altri parametri da valutare attentamente per determinare questo inquadramento.

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Consigli per gli Influencer

Se sei un influencer e hai visto video che suggeriscono che dovresti essere inquadrato come agente rappresentante, non farti scoraggiare. È fondamentale consultare un commercialista esperto in e-commerce e professioni digitali per determinare il corretto inquadramento. In Italia, una singola sentenza di merito non costituisce giurisprudenza vincolante. Per gli influencer, la scelta dell’iscrizione varia tra la gestione separata INPS e la gestione commercianti INPS, a seconda del tipo di attività svolta. Sappi che all’interno della sentenza stessa, alcuni professionisti che collaboravano con la società sono stati inquadrati in modo differente. Del resto, se sei un influencer, saprai bene che esistono molti modi differenti di svolgere questo tipo di attività. Ci sono certamente anche influencer che vengono assunti a tempo determinato o indeterminato e creano contenuti per un solo committente, esistono influencer che curano la loro community con contenuti che portano a monetizzazione da parte delle piattaforme dove pubblicano (youtube, twitch, onlyfans, etc. etc.) Solo in casi specifici e residuali, una società potrebbe dover inquadrare un influencer come agente rappresentante. E’ importante sapere poi che di tutte le questioni burocratiche di inquadramento deve occuparsi l’azienda mandante.

Importanza di un Contratto Redatto con Attenzione

Un aspetto cruciale per evitare problemi legali è la redazione accurata del contratto tra l’influencer e la società. È consigliabile farlo con l’ausilio di un avvocato, per garantire che tutte le clausole siano chiare e che il rapporto di lavoro sia correttamente definito. Questo ti consente di avere maggiori certezze e di evitare appunto che il contratto venga poi ridefinito in caso di contenzioso.

Conclusione

La sentenza del Tribunale di Roma ha certamente sollevato questioni importanti sull’inquadramento degli influencer, ma non deve essere motivo di panico. Ogni caso va valutato singolarmente e con attenzione, tenendo conto delle specifiche modalità di collaborazione tra l’influencer e la società. Rivolgersi a professionisti esperti e redigere contratti dettagliati sono passi essenziali per navigare con successo nel complesso mondo delle professioni digitali.