Vediamo in questo articolo l’iter da seguire per l’apertura della partita iva di un infermiere. Capita sovente che per poter lavorare in strutture ambulatoriali venga richiesta l’apertura della partita iva.

I tre principali enti  ai quali l’infermiere dovrà rivolgersi sono:

OPI Ordine delle professioni  infermieristiche

Agenzia delle Entrate: per apertura partita iva

ENPAPI Ente nazionale di previdenza e assistenza delle professione infermieristica.

Cominciamo….

Quindi vediamo da dove si comincia:

Dopo aver conseguito il titolo professionale di

  • Infermiere
  • Infermiere Pediatrico
  • Assistente Sanitario

occorre procedere all’iscrizione all’IPASVI, che da febbraio 2018 ha cambiato denominazione in FNOPI Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche. Il FNOPI coordina i Collegi Provinciali IPASVI. A sua volta il FNOPI e soggetto alla vigilanza da parte del Ministero della Salute.

Prima cosa da fare quindi se si intende svolgere la libera professione di infermiere è quella di iscriversi all’ordine provinciale IPASVI di riferimento. Ad esempio su Torino si può fare riferimento al collegio di Torino di cui al sito http://ipasvi.torino.it/ ora diventato http://opi.torino.it/

Prima di effettuare l’scrizione all’IPASVI ottenere un indirizzo di posta elettronica certificato. L’indirizzo sarà richiesto al momento dell’iscrizione all’ordine provinciale.

Per l’iscrizione occorre presentare domanda con l’apposizione di una marca da bollo da euro 16,00. Occorre anche effettuare un versamento pari a euro 168,00  a favore dell’Ufficio del Registro – Tasse e Concessioni Governative.

Prima di procedere all’iscrizione alla cassa di previdenza ENPAPI occorre richiedere la partita iva presso l’Agenzia delle Entrate. Per richiedere la partita iva è consigliabile rivolgersi a un commercialista per verificare qual è il miglior regime fiscale e a quanto ammontano le imposte e i contributi da versare. Se il commercialista ha esperienza specifica potrà darvi tutte le indicazioni anche per gli aspetti contributivi. Se invece preferite il “fai da te” al commercialista di seguito le informazioni base per compilare il modello AA9/12.

Attribuzione partita IVA infermiere “fai da te”

Prima cosa da fare è scaricare il modello dal sito dell’Agenzia delle Entrate. La cosa più veloce è cercare su google il “modello aa9/12 e relative istruzioni”. Ad oggi il link è questo, ma potrebbe cambiare.

La compilazione del modello si presenta piuttosto intuitiva con l’indicazione di nome, cognome, indirizzo di residenza e così via. Sono presenti solo due indicazioni sulle quali occorre fare intenzione è che sono:

  • l’individuazione del codice ATECO
  • la scelta del regime forfettario che è meglio fare direttamente nella compilazione del modello aa9/12

Il codice ateco per chi svolge l’attività di infermiere è 86.90.29 all’interno di questo codice vengono raggruppate più professioni che ruotano intorno al mondo della salute:

– servizi di assistenza sanitaria non erogati da ospedali o da medici o dentisti: attività di infermieri, o altro personale paramedico nel campo dell’optometria, idroterapia, massaggi curativi, terapia occupazionale, logopedia, chiropodia, chiroterapia, ippoterapia, ostetriche eccetera
– attività del personale paramedico odontoiatrico come gli specialisti in terapia dentaria, gli igienisti

La volontà di avvalersi del regime agevolato deve essere segnalato nella compilazione del modello indicando il numero 2 nella casella sotto riportata. ’articolo 1, comma 54, della legge 23 dicembre 2014, n. 190″

 

 

I principali requisiti da controllare per poter accedere al regime forfettario:

  • il reddito dell’anno precedente non deve essere superiore a euro 30.000;
  • non si deve essere socio di società di persone o società di capitali in regime di trasparenza.

Per verificare di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla norma è bene consultare la circolare 10/E del 4 aprile 2016.

E’ importante ricordare che indicando il codice 2 non bisogna indicare il volume d’affari nei campi successivi dove richiesto.

 

Chiedici l’esempio di modello già compilato specifico per gli infermieri professionali che intendono adottare il regime forfettario. Per averlo: basta inviare una mail dalla pagina contatti e supportare l’informazione gratuita che questo sito offre con una donazione massima di euro 10.

Il regime forfettario: quante imposte paga

L’infermiere che adotta il regime forfettario, e che avvia questa attività per la prima volta, paga le imposte con una aliquota del 5%. Il 5% deve applicarsi al 78% del totale delle fatture emesse ed incassate.

In altre parole se nel corso del 2017 si emette fatture per 35.000 euro e ne vengono incassate fatture per soli 25.000 euro, ecco che le imposte andranno calcolate sui 25.000 euro. E quindi il 78% di 25.000 euro è pari a euro 19.500. 19.500 euro è la base imponibile su cui calcolare il 5% pari a 975. In definitiva le imposte su 25.000 euro di fatture emesse e incassate è pari a euro 975,00.

I contributi ENPAPI a quanto ammontano

Una volta ottenuto il numero di partita IVA occorre procedere entro 60 giorni dall’inizio dell’attività all’iscrizione all’ENPAPI. Per potersi iscrivere occorre compilare il modello che potete scaricare qui.

Il modello di domanda di iscrizione ENPAPI richiede l’indicazione dei dati anagrafici, della composizione del nucleo familiare, l’indicazione del collegio IPASVI a cui si è iscritti, il numero di partita iva e il codice ateco indicato all’agenzia delle entrate.

Sono previste riduzioni per il versamento dei contributi nei seguenti casi:

  • nei primi 4 anni di iscrizione alla cassa di previdenza per i titolari di partita iva;
  • l’iscritto non ha compiuto i trent’anni di età;
  • svolge contemporaneamente attività di lavoro dipendente.

L’ammontare dei contributi annuali dovuti alla cassa di previdenza sono così composte:

  • contributo soggettivo minimo pari a 1.600 euro o se superiore al 16% del reddito professionale;
  • contributo integrativo minimo pari a 150 euro o se superiore al 4% del volume d’affari
  • contributo di maternità pari a euro 80,00 (viene determinato di anno in anno dal consiglio di amministrazioe)

Sono questi i passi principali da compiere per avviare l’attività di infermiere libero professionista. Seguiamo con successo altri infermieri professionisti, e puoi contattarci per risolvere i dubbi prima di avviare la tua attività.

Assicurazione Obbligatoria RC Professionale 

Per lo svolgimento dell’attività professionale occorre poi procedere alla stipulare di un contratto assicurativo per la tutela da danni che possono derivare a terzi a seguito dell’esercizio dell’attività professionale.

Gli ordini provinciali stipulano solitamente delle convenzioni che può essere interessante prendere in considerazione. Il motivo è che il prodotto assicurativo è già predisposto per coprire i rischi tipici della professione.

L’ammontare dell’assicurazione si aggira intorno ai 150 euro.

 

Obbligo di comunicazione delle fatture al Sistema Tessera Sanitario

Gli infermieri che esercitano la professione con partita iva sono obbligati a comunicare ogni anno i dati al Sistema Tessera Sanitario. La comunicazione dei dati delle prestazioni effettuate nei confronti dei privati cittadini consente di predisporre il modello 730 precompilato. E’ bene ricordare che i clienti possono opporsi all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitario, in questo caso l’infermiere dovrà annotare tale opposizione sulla fattura medesima. In assenza di opposizione all’invio dei dati, l’infermiere dovrà inviare i dati al Sistema Tessera Sanitario entro il 31 gennaio di ciascun anno. E’ possibile peraltro comunicare le fatture emesse anche durante l’anno, man mano che vengono emesse.

Scegliere il commercialista giusto

Su questo blog abbiamo diversi articoli che aiutano a scegliere il commercialista per gestire la tua attività. In questo breve capitolo vogliamo soffermarci su una caratteristica fondamentale che deve avere il tuo commercialista: ovvero deve essere un professionista che non abbia come cliente anche il tuo datore di lavoro. E’ un tuo diritto sapere che il professionista a cui ti rivolgi opera in assoluta indipendenza e che quindi possa darti la consulenza fiscale nel tuo esclusivo interesse. Per questo motivo ti consigliamo di non accettare che il commercialista che ti segue sia lo stesso della clinica o del poliambulatorio che ti ha chiesto di aprire partita iva o  presso cui lavori per la maggior parte del tempo. Stai lontano anche dalle proposte di convenzione.

 

Questo articolo è nato dalla domanda che ci è stata posta alcuni giorni fa. “Salve sono un’infermiera neolaureata,vorrei aprire  partita iva per  esercitare sia come libera professionista sia al domicilio dei pazienti sia dentro ospedali e cooperative. Quali sono i primi passi da fare per aprire partita iva come infermiere? Quali imposte dovrò pagare e quali contributi? Grazie.”

Condividilo sarà certamente utile a chi si avvicina all’apertura della partita iva come infermiere.

Se cerchi un esempio di modello aa9/12 per richiedere la partita iva all’agenzia delle entrate richiedilo dalla pagina contattaci. Ti manderemo un esempio di modello aa9/12 precompilato in tutte le parti necessarie per ottenere la partita iva. Potrai scegliere se usarlo come modello per richiedere l’attribuzione di partita iva allo sportello oppure ricavare i dati corretti per inviarlo telematicamente.

Rispondiamo al quesito di un neo-laureato infermiere professionale – 24/10/2018

Salve ho 34 , neolaureato,L anno prossimo aprirò lamia prima  partita iva per infermiere  e ho alcune domande .

1 – aprendo la partita iva per la prima volta L aliquota e del 5% per i prossimi 5 anni , o vale solo per le startup ( io sono una startup ?)

Risposta: Si puoi accedere al regime forfettario del 5% per i prossimi 5 anni, sempre che tu non abbia quote societarie in società di persone o in società di capitali in regime di trasparenza. Altro requisito è quello del reddito nell’anno precedente all’avvio della partita iva che deve essere inferiore a 30.000 euro. Tieni conto però che nel 2019 ci saranno modifiche importanti al regime forfettario.

2 – il contributo soggettivi , il 16% va calcolato sul fatturato o su base imponibile al 78%.

Risposta: il contributo è calcolato sul 78% del fatturato ovvero sul reddito imponibile fiscale.

3 – so che la riduzione nei primi 4 anni ENPAPI è del 50% del contributo soggettivo minimo cioè 800 euro ?? Giusto?

Risposta: Si esatto.

Avvio partita iva e l’Enpapi? 20/11/2018

salve, sono un infermiere e vorrei aprire una partita iva e vorrei maggiori info riguardo costi e modulistica e se possibile anche qualche consiglio sull’iscrizione all’enpapi.

Grazie  per aver sostenuto con il tuo contributo  concreto l’informazione fiscale di qualità.

Veniamo alle informazioni che possono esserti utili.
In allegato trovi un modello di avvio partita iva con le indicazioni di cosa occorre compilare e cosa non serve.
Il modulo specifica anche qualora sia di tuo interesse dove indicare l’eventuale adesione al regine forfettario.
Il modulo è annotato a mano con il fine di apparire il più chiaro possibile.
Riguardo la contribuzione enpapi, ti segnalo questa pagina dove sono contenute le casistiche di riduzione dei contributi
Se invece ti stavi chiedendo come iscriverti
questo è il modulo da utilizzare per l’iscrizione
Il modulo può essere compilato e inviato a mezzo pec, insieme alla tua carta di identità fronte retro oppure a mezzo raccomandata AR
Dopo aver inviato la domanda è bene contattare l’ente al call center per verificare che sia tutto ok.
Ricordo ancora che per il 2019 dovrai avere a che fare con la fatturazione elettronica.
Un servizio che consigliamo è https://www.fattureincloud.it/
E’ un portale dal quale potrai gestire sia l’emissione delle fatture che ricevere le fatture passive.
E’ importante per molti motivi che anche coloro che sono in regime forfettario possano ricevere le fatture elettroniche.
La legge infatti esonera dall’emissione della fattura elettronica i forfettari, ma comunque possono ricevere fatture in formato elettronico.
Se può interessarti seguiamo a distanza molti professionisti usando anche noi fattureincloud.
Attenzione: molte cooperative o enti tendono a offrire anche il servizio di assistenza fiscale agli infermieri con i quali lavorano.
E’ sconsigliabile utilizzare questo tipo di servizi. E’ bene scegliere un professionista di fiducia che sia indipendente e che possa seguire unicamente i tuoi interessi.

Ho aperto partita IVA ma credo di aver fatto errori nella compilazione del modulo. Cosa posso fare per correggerli?

Salve,
sono un infermiere e ho voluto procedere (ahimè) alla compilazione e all’apertura della partita iva in agenzia delle entrate. Ho ricevuto il certificato di attribuzione e un modulo con la comunicazione di adesione al regime fiscale forfetario.
Mi sono sorti però dei dubbi in quanto ho notato che non ho compilato alcune parti del modulo (sperando mi venisse chiesto da parte del agente allo sportello). Nel campo del regime fiscale agevolato che inizialmente non ho compilato anzichè il numero 2 (sono dipendente full time e rientro nel aliquota 15%) ha posto una crocetta. Ci può essere qualche problema?
L’altro dubbio è non aver posto la crocetta sulle scritture contabili ma aver inserito solamente il mio indirizzo di residenza (se dovessi avvalermi di un commercialista questo dato sarà da variare, giusto?).
Come ultima cosa non ho compilato in toto con il mio codice fiscale i fogli che non ho compilato cioè il 2 e il 3. Anche in questo caso mi chiedo se posso incorrere in qualche problema?
Non ho chiesto una copia del modello che ho compilato. Pensa possa essere un problema? Se dovessi andare a chiedere una variazione, questa andrebbe a colmare le lacune lasciate? grazie. G.P.

Risposta:

La risposta al quesito è piuttosto delicata. Vediamo di individuare alcune accortezze che possano essere utili anche a chi ci legge:

  • Quando si presenta una domanda (in questo caso l’apertura della partita iva) occorre sempre farsi una fotocopia per ricevuta. Purtroppo la ricevuta che attesta l’attribuzione della partita iva non consente di ricavare alcuni dati importanti come:
    • Regime fiscale adottato
    • Indirizzo di conservazione delle scritture contabili.
  • Non avere paura di chiedere. Quando ci si rivolge ad uffici pubblici è sempre bene fare molte domande. Purtroppo la mole di lavoro a cui sono sottoposti gli addetti porta ad essere sbrigativi e a dare per scontate molte cose. Domandate, domandate e insistete se non ricevete risposte convincenti. E’ un diritto di ogni cittadino che si rivolge ad un ente pubblico.
  • Nel caso specifico quindi sarebbe bene tornare presso lo sportello è chiarire soprattutto se è presente oppure no una opzione per il regime fiscale forfettario oppure no. Tenga conto che comunque vale il comportamento concludente del contribuente, in ogni caso chiarirlo prima è meglio.

“Il comportamento concludente significa che in fin dei conti ciò che conta è come compilerà le fatture e quali campi della dichiarazione compilerà per dichiarare i redditi nel corso dell’anno.”

  • In merito ai codici fiscali non inseriti credo possa stare tranquillo, come dicevamo prima, la velocità operativa degli sportelli ha fatto saltare la compilazione di qualche casella. Tuttavia ripetiamo meglio sempre farsi copia di cosa si consegna agli sportelli.

In bocca al lupo

Infermiere in Camera di Commercio?

Buonasera, sono un infermiera libero professionista che sta per attivare la partita IVA ma volevo chiedervi un’informazione, è necessario anche iscriversi alla camera di commercio una volta attivata la partita IVA?
Grazie mille in anticipo per la risposta, buona serata.

Risposta:

La risposta al quesito è chiara e semplice. L’infermiere che svolge la propria professione come libero professionista non deve iscriversi in camera di commercio. Purtroppo il web è pieno di informazioni errate fornite da finti esperti e marketer improvvisati ed è quindi comprensibile che sia sorto questo dubbio.

Quindi ripeto l’infermiere professionale NON deve iscriversi in Camera di Commercio.

In bocca al lupo.

Come mi iscrivo all’enpapi?

Salve volevo un’informazione riguardo alla.partita iva per un infermiere. Volevo sapere come inviare la modulistica per l’iscrizione all’enpapi e la modulistica per comunicarlo all’opi
Grazie anticipatamente

Per iscriversi all’enpapi…

L’iscrizione all’enpapi può essere fatta tramite mail, inviando i moduli e il documento di identità scansionati.
Trova su questa pagina tutte le informazioni utili per iscriversi se ha una partita iva autonoma (iscrizione alla gestione principale).
La pagina poi indica tutte le percentuali dovute all’enpapi per il versamento dei contributi.

Per quanto riguarda l’iscrizione all’OPI (Ordine delle professioni infermieristiche) ciascun ordine locale ha proprie modalità, ad esempio

l’ordine delle professioni infermieristiche di Torino adotta un modulo online, come puoi vedere a questo indirizzo

http://opi.torino.it/index.php/libera-professione/iscrizione-elenco-infermieri-liberi-professionisti-e-studi-associati

In bocca al lupo per l’avvio dell’attività professionale.

A quanto ammonta il contributo ENPAPI? E come si calcola?

Buongiorno, dopo aver letto il vostro articolo al riguardo, mi sono sorti dei dubbi circa contributo soggettivo che ogni infermiere libero professionista debba versare all’ENPAPI. Voi avete scritto che il contributo soggettivo minimo sia pari a 1600 euro o, se superiore, al 16% del volume di affari del professionista. Altri siti indicano i 1600 euro come un contributo aggiuntivo al 16% del volume di affari.
Come stanno realmente le cose?
Cordialmente
Risposta:
Buongiorno,
Il contributo ENPAPI ammonta al 16% del REDDITO NETTO (non del volume d’affari) con un importo che comunque non può essere inferiore a 1600 euro.
Per volume d’affari si intende l’importo totale dell’imponibile delle fatture emesse. Mentre il reddito netto è dato dalla differenza tra ricavi e costi.
In pratica se ho un reddito netto di euro 10.000 il contributo soggettivo dovuto è pari a 1.600 euro
Se ho un reddito netto inferiore a euro 10.000 comunque il contributo dovuto sarà pari a 1.600 euro
Se invece il contributo è pari a euro 11.000 il contributo dovuto è pari a 16% di 11.000 per un totale di euro 1.760.