Una domanda che tavolta viene posta da chi intende avviare una attività è: meglio due ditte individuali, magari in regime forfettario, o meglio avviare una società?

L’idea che vi è dietro questo tipo di richiesta è quella di ovviare al limite di fatturato imposto dal regime forfettario e che è attualmente fissato a euro 65.000.

E’ evidente che gestire una attività unica attraverso due partite iva intestate ai due soci, presenta difficoltà pratiche che sono relative ad esempio alla gestione degli ordini di acquisto e la difficoltà di gestione dei rapporti con clienti e fornitori. Un esempio banale di difficoltà è quello relativo al dover mantenere separati gli acquisti e le relative vendite di prodotti, e qualora una delle due ditte venda per errore il prodotto dell’altra, dovranno regolarsi i rapporti tra di loro, per la restituzione delle somme pagate.

Osserviamo peraltro che gestire una solta attività con due partite iva implica:

  • avviare una posizione inps per ciascuno dei due titolari; conseguentemente si pagano due posizioni inps. Una situazione simile si avrebbe qualora in luogo di due ditte si andasse a costituire una S.n.c. ovvero società in nome collettivo. Esiste diversamente altre forme societarie in cui uno solo dei soci paga i contributi INPS, mentre l’altro socio non versa alcun contributo.
  • doppia è anche la parcella del commercialista, che deve andare a gestire due posizioni in luogo di una soltanto;
  • doppia anche dovrà essere l’eventuale accreditamento sulla piattaforma AMAZON, dal momento che la gestione dei corrispettivi deve essere tenuta distinta per ciascuna azienda.
  • molto complessa diventa anche la gestione dei rapporti patrimoniali tra i soci, per cui si potrebbero creare situazioni in cui, pur operando congiuntamente, una azienda potrebbe maturare più ricavi dell’altra, per mille motivi operativi: maggior successo di alcune campagne pubblicitarie su un prodotto, miglior indicizzazione sui motori di ricerca, e a volte per bizzarri meccanismi che regolano Amazon.

In prima battuta quindi si sconsiglia vivamente di aprire due ditte individuali. Rimane però il dubbio della convenienza economica.

Fare un discorso generale non è possibile, perchè sono tante le variabili da considerare, fra queste:

  • la posizione fiscale di ciascuno dei soci;
  • il patrimonio di ciascuno dei soci, per intenderci, a fronte di un consistente patrimonio personale, è consigliabile in generale sempre costituire una società di capitali;
  • interesse di ciascuno dei soci a maturare una pensione futura e quindi l’interesse a versare i contributi inps.

Se in linea generale non è possibile stabilire una regola di convenienza generale tra due ditte forfettarie o una società, possiamo apportare il caso recente di un cliente a cui avevano consigliato di costituire due aziende in regime forfettario.

Nel caso pratico, a cui è ispirato questo articolo, abbiamo verificato che la costituzione di una adeguata struttura societaria avrebbe consentito un risparmio di imposta del 5% rispetto allo svolgimento dell’attività con due ditte individuali in regime forfettario. Se a questo si aggiunge la migliore efficienza gestionale ed operativa, il risparmio in termini di tempo e denaro arriva senza dubbio anche al 15%.

Nell’analisi del caso pratico abbiamo rilevato come lo svolgimento di una attività, con una adeguata struttura societaria, consente un risparmio di imposta pari o superiore al 20%, rispetto allo svolgimento dell’attività in forma individuale.

Se vuoi avviare una attivitò, e siete in più persone interessati a investire nel tuo business, lo studio di una adeguata struttura societaria può apportare grossi benefici e un discreto risparmio fiscale. Contattaci tramite la pagina contatti.